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La Juve dei record vuole vincere anche a Parma

Caccia al quinto successo consecutivo: Capello lancia Mutu e Giannichedda, Del Piero c'è. Sanz in tribuna

E non lo nasconde a nessuno: «Siamo una grande squadra. Non so se la più grande che io abbia mai allenato, perché ogni squadra è figlia del suo tempo e il calcio si evolve troppo velocemente per poter fare confronti tra epoche: ma questa Juve mi piace proprio». Non potrebbe essere altrimenti, visti i risultati. Stasera, la sua truppa andrà in caccia del quinto successo consecutivo in campionato, il sesto in assoluto tenendo conto dell'esordio vincente in Champions League sul campo di Bruges. «Abbiamo buon morale, la squadra si è allenata bene anche oggi (ieri, ndr)». Trovateci un difetto, per favore: sembra quasi volere dire questo Don Fabio. Che alla Juve ha trovato l'ambiente giusto per il suo modo di intendere la professione: qui si sgobba e non si pensa ad altro, non ci sono eccessi né troppe feste. Si va in campo a sudare: unico obiettivo, la vittoria. Ovunque e comunque. Il turnover? «Da accettare a prescindere. L'ho detto subito a tutti i miei giocatori quest'estate: se non vi piace, andate in sede e chiedete di essere ceduti. Se non lo farete, rassegnatevi ad accettare ogni mia decisione». Hanno chinato tutti la testa e cominciato a sgobbare, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Poi ci si è messo di mezzo anche il «Culovic» evocato da Galliani come il giocatore in più della Signora. E Capello, ieri, ha trovato anche il modo di replicare. «Io sono preoccupato del numero 15 del Rapid Vienna che affronteremo martedì in Champions». Guarda caso, si chiama Stefan Kulovits, fa il centrocampista e non è comunque uno dei baluardi della formazione austriaca: rende l'idea, però. Schermaglie dialettiche, alla fine. Tornando alla sostanza, stasera potrebbero osservare un turno di riposo Nedved ed Emerson: al poro posto, Mutu e Giannichedda. E, in attacco, Del Piero con Trezeguet. In casa Parma, dopo la sberla presa a Roma, un punto sarebbe accolto come un trionfo. Domenico Morfeo dovrebbe fare da spalla a Bernardo Corradi, Simplicio e Bolano formare la diga in mezzo al campo, Lupatelli pregare il Signore affinché l'attacco bianconero non si scateni. Intanto, è sbarcato in città l'ex presidente e proprietario del Real Madrid Lorenzo Sanz: a ben vedere, gli emiliani hanno già vinto il loro scudetto.

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