È la scelta di Javier Gonzales, l'alzatore della nazionale cubana di pallavolo che meno di due mesi fa abbandonò il ritiro della squadra e che ora ha ottenuto il diritto d'asilo politico in Italia. Il ragazzo adesso vive a Milano, da solo, in un appartamento pagato da un'associazione europea di esuli cubani. Non è un fanatico anticastrista, ma dice convinto che «a Cuba manca la libertà». Così all'inizio di giugno le cronache hanno parlato di lui, soprattutto per un particolare: per non dare nell'occhio lasciando la nazionale cubana ospitata in un albergo del milanese indossò una maglietta della Juventus. La fuga era stata aiutata dai Radicali, che aiutano in Europa i dissidenti anticastristi. E ora ha ottenuto il diritto d'asilo in tempi record. «Non ho nostalgia di Cuba — dice — mi manca solo mio padre, che ho lasciato là, ma che sapeva della mia decisione». Il problema è che ora deve ricostruirsi una vita lontano dall'ambiente che, giovanissimo, lo aveva già consacrato campione. «Non posso giocare per nessuna squadra non cubana — spiega — ci vorrebbe un nullaosta della federazione del mio Paese». Così alla pallavolo dei professionisti ci ha messo una pietra sopra. «Per vivere sono disposto a fare qualsiasi lavoro — racconta Gonzalez — ma, forse perchè fino a oggi non ho documenti in mano, per ora ho trovato solo alcuni tornei minori di beach volley». Se li vince porta a casa qualcosa, ma finora «ne ho vinto uno solo, a Bressanone, per un guadagno di 400 euro». Il ragazzo però non si scoraggia e dice che Milano gli piace». Ora cercherà di iscriversi all'Isef e intanto dice una parola buona per gli altri esuli cubani che vivono in Italia. «Il diritto d'asilo dovrebbe essere concesso a tutti», afferma l'ex campione guardando una coppia di anticastristi che vive da sei anni in provincia di Varese. Sono il medico Gerardo Garcia e la moglie Dora Castro, che ora, con il recente rifiuto del diritto d'asilo, si trovano un decreto d'espulsione in mano. «Per noi è una questione di vita e di morte: se ritorniamo a Cuba — affermano — verremmo giudicati come traditori e fucilati.
LA STORIA
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