In quella presente, invece, il varesino si accontenta di chiarire a tutti che cosa sarebbe stata la corsa rosa senza il suo calvario sullo Stelvio: ha vinto in salita al Colle di Tenda giovedì, si è ripetuto ieri nella crono di Torino. Successi che non valgono per la classifica, ma che contano perché danno una bella botta di vita a Ivan, che dopo la delusione di domenica scorsa ne aveva particolarmente bisogno, se non altro per inquadrare il prossimo Tour de France in maniera ottimistica. E se di questo stiamo parlando, della Grande Boucle che verrà, nulla è miglior viatico della crono vinta da Ivan, che è stato sempre in testa, dal primo intertempo fino al traguardo, insidiato solo dal russo Karpets, alla fine secondo a 9" da lui. Mentre Basso ammazza il tempo che lo separa dal Tour vincendo tappe a ripetizione, gli altri pensano alla classifica. Savoldelli, quarto a Torino, ha messo a segno un set point, allungando sugli immediati inseguitori; ma per l'intero match dovrà affrontare la partita più difficile: quella del tappone di oggi, 190 km con doppia scalata al Sestrière inframmezzata dallo spauracchio del Giro 2005: il Colle delle Finestre. Una salita inedita e durissima, 18 km di scalata che non dà tregua, con pendenze fisse tra l'8 e il 10% (e punte del 14%), e con gli 8 km finali in sterrato: pietre e terriccio anziché l'asfalto, un vero e proprio balzo nel passato. Se la tappa verrà corsa come si deve, e cioè senza troppi tatticismi, i distacchi si conteranno in quarti d'ora. In tutto ciò, Savoldelli parte dal primo posto. La crono torinese lo ha visto iniziare piano, controllato, e uscire forte alla distanza, lanciandosi sulla tecnica discesa di Superga. Al primo intertempo, dopo 8,7 km, Savo aveva solo 5" su Simoni, il più vicino dei rivali, e 27" su Spanky Rujano. Sulla salita, il venezuelano recuperava vistosamente (portandosi a 9" dal Falco), mentre Simoni perdeva altri 9". Tra il primo tratto di discesa e il falsopiano verso Pino Torinese, Savoldelli ricacciava indietro Rujano (a 40"), e guadagnava ulteriori 17" su Gibo. Alla fine della corsa, Savoldelli fa meglio di Simoni di 1'11", e di Rujano di 1'36". Il che, riportato alla classifica, significa giovarsi di 2'09" sul trentino e di 3' netti sul sudamericano: un margine che sarebbe di sicurezza se non ci fosse da affrontare quel che abbiamo descritto sopra, e che potrebbe ribaltare tutto, tenendo in gioco anche Garate e Honchar (mentre Di Luca, quarto, è un po' sfiatato e tra tutti è il meno adatto al Finestre). Intanto piovono dati sul successo del Giro 2005: i Monopoli di Stato fanno sapere che le giocate nelle scommesse BigRace sono quadruplicate rispetto a un anno fa, e sfiorano quota 800mila euro a tre giorni dalla conclusione. I più gettonati: Petacchi per le singole tappe, Basso (almeno fino allo Stelvio) per il successo finale.
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