Non più tardi di cinquemila anni fa il deserto del Sahara, nell’Africa settentrionale, appariva come un paesaggio verdeggiante attraversato da una estesa vegetazione e da numerosi laghi. Antiche pitture rupestri raffigurano la zona affollata di ippopotami e di branchi di elefanti e giraffe, un contrasto vivace con l’attuale terreno sterile e inospitale. Tutto ciò accadeva durante il periodo umido africano - durato probabilmente dagli undicimila ai cinquemila anni fa - che si ritiene sia terminato bruscamente con la trasformazione del territorio in deserto nell'arco di uno o due secoli a causa di drastiche variazioni del clima. Adesso un nuovo studio del Massachusetts Institute of Technology ha scoperto che questo improvviso cambiamento climatico è avvenuto quasi contemporaneamente in tutto il Nord Africa. Il team di ricercatori ha ricostruito il susseguirsi dei periodi umidi e secchi nella regione nel corso degli ultimi trentamila anni, analizzando i campioni dei sedimenti al largo della costa africana. Si tratta di sedimenti in parte composti dalla polvere soffiata dal continente in migliaia di anni: maggiore sarà la polvere accumulata, più asciutto sarà stato il continente in un dato periodo di riferimento. Dalle misurazioni è emerso che il Sahara ha emesso quantitativi di polvere cinque volte inferiori durante il periodo umido africano - circa seimila anni fa - ai quantitativi emessi oggi nella regione. I risultati - che suggeriscono uno stravolgimento climatico subito dall’Africa maggiore di quanto sinora ipotizzato - sono stati pubblicati su Earth and Planetary Science Letters e aiuteranno gli scienziati a determinare il ruolo delle emissioni di polveri in relazione ai cambiamenti climatici passati e presenti.
Un cataclisma trasformò il Sahara in deserto
Fino a 5.000 anni fa il Nord Africa era ricco di boschi e laghi. Uno studio del Massachusetts Institute of Technology ha accertato come il cambiamento fu improvviso
