Una macchina vecchia, lenta e demotivata. Legata ad un’altra epoca, ad altri ritmi e probabilmente con pretese divenute semplicemente anacronistiche. La fatica e la scarsa voglia con cui i vigili urbani svolgono il servizio pubblico in città sono lo specchio di una situazione incancrenitasi in tutti i settori degli uffici capitolini. E il ricambio non arriva. Secondo un dettagliato dossier realizzato dal Comitato 22 Procedure, che porta avanti i diritti dei vincitori del concorsone svoltosi nel 2010, il 60% dei 24mila dipendenti capitolini ha più di 50 anni e, con questo presupposto, nel giro di 15 anni lasceranno il Comune di Roma per andare in pensione. Senza contare chi, purtroppo, accusa le difficoltà dovute all’età che avanza: problemi di salute che a volte costringono anche a lunghe assenze. Parliamo di oltre 14mila persone in congedo, che potrebbero far scendere il numero dei dipendenti capitolini sotto quota 10mila entro il 2030. Troppo pochi? O forse troppi? A leggere la pianta organica del Comune, fra impiegati, vigili e insegnanti i lavoratori dovrebbero essere addirittura 32mila. Ma per avere un esempio concreto, basterebbe confrontare i dati fra il giubileo 2015, che appunto vede al lavoro 24mila persone, e quello del 2000, quando il Campidoglio poteva contare su ben 28mila dipendenti: 4000 persone in più e diverse centinaia di migliaia di romani in meno. Altri tempi. Oggi i lavoratori comunali si trascinano fra le tante pratiche da assolvere e il poco tempo a disposizione, gli acciacchi personali e le scarse motivazioni. Ma invece di rinfrescare gli uffici con nuove assunzioni, progetti, e quant’altro, si è scelta la strada delle società comunali parallele. Da diversi anni, ormai, i capitolini sono affiancati dai lavoratori di Risorse per Roma spa. Assunti quasi tutti per chiamata diretta (come testimoniato dall’ispezione effettuata dal Ministro Economia e Finanze nel 2014), i dipendenti della municipalizzata non godono delle stesse tutele dei capitolini ma costano in media 51mila euro l’anno, quasi il doppio di un dipendente categoria C3 di Roma Capitale. Dati che stonano, considerando che l’incidenza del personale sulla spesa corrente nel bilancio del Campidoglio è appena del 20%. Insomma, i dipendenti capitolini mollano, invecchiano e diminuiscono. Un fenomeno ancora più evidente fra i vigili urbani. Fra pensionamenti, dimissioni e decessi, infatti, dal 1° gennaio 2015 sono usciti dal Corpo ben 250 agenti, il 5% dell’intera pianta organica, la dotazione media di un Gruppo municipale. Addirittura, in appena 5 mesi, dal 24 luglio 2015, le uscite sono state 75. Una situazione allarmante. Basti pensare che il Primo gennaio 2014, nel pieno del mandato a sindaco di Ignazio Marino, i vigili del Corpo erano ben 6157, oltre 300 in più. Un fenomeno non solo irreversibile, ma destinato addirittura a crescere: nel 2016 si calcola che i pensionamenti potrebbero arrivare addirittura a 300. Di questo passo, a fine Giubileo i vigili capitolini sarebbero ridotti a poco più di 5500 unità. Ecco allora che dovrebbe esserci il ricambio. Che però appare ostacolato in tutti i modi. Le 22 procedure concorsuali avviate nel 2010 in alcuni casi sono ancora in corso. In totale, avrebbero dovuto portare 1995 persone nei Dipartimenti e, con un turnover al 100%, anche consentire lo scorrimento delle graduatorie per sostituire i congedi. Tutto questo non sta avvenendo. Tre procedure (fra cui quella della Polizia Locale) sono bloccate a causa di ricorsi e interventi della magistratura, le altre assunzioni sono ferme, mentre scorrono sono quelle delle insegnanti, obbligatorie per legge. Il commissario Francesco Paolo Tronca avrebbe dovuto, secondo il piano del personale firmato dall’ex vicesindaco Luigi Nieri, spedire 70 lettere di assunzione entro il 31 dicembre. Ma questo non avverrà perché, a detta degli uffici, «si è speso troppo nel settore scolastico». Il problema è che senza un vero piano di ricambio delle risorse, il Campidoglio rischia di diventare sempre più vecchio, svogliato e arcaico.
Quel ricambio che manca nella macchina capitolina
Una macchina vecchia, lenta e demotivata. Legata ad un’altra epoca, ad altri ritmi e probabilmente con pretese divenute semplicemente anacronistiche. La fatica e la scarsa voglia con cui i vigili...
