Sarà sciopero. Di nuovo. Contro il Comune di Roma, ma questa volta anche contro il Governo nazionale. Il prossimo 27 gennaio, i 24mila dipendenti capitolini (vigili, funzionari, insegnanti) si asterranno dal lavoro per via dello sciopero generale proclamato ieri pomeriggio dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. Le parti sociali protestano contro il mancato reintegro del salario accessorio (la parte variabile dello stipendio) dopo la riforma parziale introdotta dalla Giunta Marino e l’interruzione della discussione causata dalla sfiducia all’ex sindaco ed alla mancata presa di posizione di Palazzo Chigi. «Dopo il no del Governo agli emendamenti "salva salario" – spiega Giancarlo Cosentino, segretario Cisl - i dipendenti rischiano una decurtazione reale di salario, impoverendosi in modo insostenibile. Ricordiamo che stiamo parlando di stipendi di 1.200 euro al mese. In questo momento storico ai lavoratori del Comune si richiede di sostenere il Giubileo della Misericordia e altre iniziative importanti. Non vogliamo nemmeno immaginare cosa possa accadere se venisse confermata l’ipotesi di recupero di somme a carico di ogni lavoratore da parte dell’amministrazione comunale, proprio per lo stop agli emendamenti. Sarebbe la fine di ogni ragionamento». L’annuncio dello sciopero è arrivato nel pomeriggio di ieri, durante un sit-in che i sindacati hanno organizzato davanti Montecitorio. In mattinata, Cgil, Cisl e Uil avevano scritto una lettera aperta al Governo Renzi, ma evidentemente le risposte non sono state ritenute esaustive. «Senza interventi – si legge - i 24.000 dipendenti sarebbero sottoposti a una seconda mannaia, dopo l’atto unilaterale dell’anno scorso che li ha già puniti con tagli alle buste paga che superano i 250 euro. Adesso subirebbero un'ulteriore riduzione del fondo di oltre 30 milioni di euro. Un fondo che attraverso il salario accessorio finanzia servizi ai cittadini, ancor più strategici in vista del Giubileo». Una situazione abbastanza grave, che il Partito Democratico romano sta cercando di affrontare. A fare da mediatore fra i sindacati e il Governo è il deputato ed ex assessore al Bilancio, Marco Causi. L’ultimo vicesindaco della Giunta Marino rivela che «il governo ha ritenuto inopportuno fare un intervento solo su Roma perché sarebbe stato difficile da spiegare. Ma ha preso l'impegno a procedere a una rivisitazione della materia per tutta Italia» Secondo Causi, il Governo dovrebbe rimediare con un decreto Milleproroghe, per poi «portare la questione in Parlamento prima della fine dell’anno». Intanto, sul fronte specifico della Polizia Locale, il Commissario prefettizio Francesco Paolo Tronca incontrerà oggi in Campidoglio i sindacati al fine di organizzare i servizi per la notte di Capodanno e per «scongiurare ciò che successe lo scorso anno con la presentazione di certificate medici in massa da parte dei vigili urbani».
Salario accessorio, è sciopero
Dai vigili agli insegnanti, a gennaio si fermeranno i dipendenti comunali
