Roma Capitale

Locali dati senza contratto d'affitto Dilaga la rivolta degli abusivi

Così quei favori ai soliti noti oggi sono un boomerang per l’Amministrazione CASO/1 "Così il Comune m'ha rovinato" - CASO/2 "Ecco le ricevute Paghiamo dal '91"

Il papocchio dei contratti d’affitto degli immobili non residenziali mai stipulati dal Campidoglio s’allarga. Decine le associazioni senza scopo di lucro, le cui assegnazioni non sono state trasformate in concessioni, e che oggi, dopo anni, si sono viste recapitare dal Comune cartelle di pagamento di canoni arretrati per centinaia di migliaia di euro e in alcuni casi, come quelli che sta raccontando Il Tempo, destinatarie di ordinanze di sfratti. Queste "invisibili", almeno agli occhi degli uffici capitolini, ora non ci stanno a fare le valigie senza combattere. Molti di loro hanno già presentato e presenteranno ricorsi al Tar, altri ancora giurano di rivolgersi direttamente a piazzale Clodio per denunciare l’Amministrazione. Troppi i casi lasciati per lustri in un limbo burocratico, anni durante i quali i responsabili delle associazioni hanno regolarmente pagato le quote di «indennità d’uso», una sorta di supersconto, pari al 20% del prezzo di mercato, percentuale prevista da una vecchia delibera capitolina per i 120 giorni di prova prima della stipula della concessione.   Molti, tra loro, hanno eseguito lavori per decine di migliaia di euro autorizzati dallo stesso Comune. Per ora il faro acceso dalla Procura e l’inchiesta che stanno portando avanti i vigili urbani del Primo Gruppo coordinati dal pubblico ministero Alberto Galanti, ha individuato una prima lista di cinquanta locatari che a vario titolo hanno occupato altrettanti immobili capitolini. S’indaga per «occupazione abusiva». E sono molti, tra le associazioni coinvolte, i centri sociali e le attività commerciali che per anni non hanno neanche mai sborsato un euro sottoforma di «Indennità d’uso». Altri ancora, dopo aver ricevuto dall’Amministrazione un locale per un canone ridicolo, lo hanno trasformato in attività commerciali che hanno macinato soldi pur rimanendo completamente nell’ombra. Un caos amministrativo su cui anche i magistrati contabili della Corte dei Conti hanno deciso di effettuare verifiche. Ecco allora altre due storie di associazioni «senza scopo di lucro» finite nel calderone di Affittopoli. Un elenco destinato a crescere. Promettono battaglia contro gli uffici capitolini responsabili di un papocchio chiamato Affittopoli.

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