Roma Capitale

«Pronto a candidarmi Sono necessarie le primarie di coalizione»

On. Storace, lei ha ufficializzato la richiesta di fare le primarie di coalizione per le comunali e la sua disponibilità a candidarsi sindaco. «La girandola dei nomi ci sta veramente indisponendo,...

On. Storace, lei ha ufficializzato la richiesta di fare le primarie di coalizione per le comunali e la sua disponibilità a candidarsi sindaco. «La girandola dei nomi ci sta veramente indisponendo, gli ultimi letti in questi giorni sembrano la campana della disperazione. Il centrodestra deve tornare ad assumersi le proprie responsabilità e smettere di fuggire: se si ha paura della sfida non si mettono veti». Il suo è un curriculum di tutto rispetto. Vuole rimettersi in gioco, nonostante l’esito negativo delle scorse regionali? «Non è una questione di mettersi in gioco. Certo, occorre coraggio per candidarsi alla guida di una città in gravi condizioni economiche e il cui tessuto connettivo sociale è degradato. Ma è il popolo che deve decidere. I vertici serali per calare dall’alto un nome qualsiasi non funzionano. Occorrono regole condivise per fare le primarie. Ho chiesto ai responsabili nazionali del centrodestra di consultare il popolo, attraverso le primarie di coalizione. Dobbiamo tornare a dare voce a una comunità, attraverso la coerenza politica ed etica. La sinistra ha fallito, la destra ha il dovere di provarci per davvero». Prima di pensare al nome, occorre un programma. E non sembra che nel centrodestra si registrino grandi movimenti in tal senso. «Le due cose devono andare di pari passo. Se si vuol dar voce a una comunità, non possiamo pensare di pescare un nome dal mazzo delle carte ma occorrono idee chiare e nette, che dicano in modo semplice e diretto cosa si vuole fare della città, che idea si ha e si sottopone al vaglio dell’elettorato per quel che riguarda i problemi reali: come ricucire il rapporto con la città, come tutelare la povera gente di casa nostra prima degli stranieri, come garantire lo sviluppo del commercio tutelandolo dall'abusivismo, come rimettere in sintonia Comune e propri dipendenti, vigili compresi. Occorre un programma e noi de La Destra stiamo elaborando una base di partenza. Non crediamo che esista una sorta di “verbo incarnato”. Avanziamo proposte e crediamo che l’elettorato di centrodestra, se vogliamo che torni a votare, debba avere la possibilità di esprimersi insieme al nome del candidato Sindaco. Il destino di Roma non è a cinque stelle, né di nuovo a sinistra» Ipotizziamo uno scenario: niente primarie di coalizione. Che succede? «Noi crediamo nelle primarie come strumento fondamentale per uscire dall’impasse della politica romana. Se gli altri non dovessero ritenerle utili, beh, si può sempre andare da soli. A Roma i giochi si decideranno per una manciata di voti. Attenzione a non sbagliare ancora».

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