Elezioni 2027

Gualtieri si lancia verso il mandato bis

Partita la campagna elettorale: «Obiettivo vincere al primo turno». Appello ad Azione e M5s per l’alleanza

Il sindaco stavolta vuole vincere al primo turno. Lo dice Roberto Gualtieri stesso (bando alla scaramanzia) ancora galvanizzato dall’evento di lancio della campagna elettorale per le comunali 2027. Per riuscirci punta a una coalizione più ampia possibile, una «larga alleanza progressista» che tiri dentro tutti, ma proprio tutti, soprattutto quelli ancora titubanti a entrare nella corte del re. «Gli amici di Azione e del Movimento 5 Stelle, che sono qui con noi», li incalza il sindaco, che per ora ha dalla sua parte Pd, Demos, Alleanza Verdi e Sinistra, Roma Futura, Sce, Italia Viva, Progetto Civico, Psi e anche l’endorsement di Riccardo Magi di +Europa. E se dal partito di Giuseppe Conte resta per il momento una certa ritrosia («prima il tavolo programmatico, poi l’accordo», ha risposto a distanza il deputato Francesco Silvestri, presente all’Auditorium Conciliazione con i consiglieri capitolini Linda Meleo, Daniele Diaco e Paolo Ferrara, assente Virginia Raggi) Gualtieri ha ricevuto dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, sostegno pieno «anche in quello che ha dichiarato voler essere uno sforzo di allargamento ulteriore della maggioranza che lo sostiene». Messa in soffitta l’ipotesi di un terzo nome per guidare il campo largo nazionale, che secondo molti era proprio quello di Gualtieri («è tramontata», Bettini dixit giusto dieci giorni fa), ora il sindaco può marciare con una certezza in più sul supporto del partito. Che infatti ieri ha presidiato l’Auditorium in forze: da Schlein a Nicola Zingaretti, da Michela Di Biase a Beatrice Lorenzin, da Matteo Orfini a Claudio Mancini, fino al segretario romano Enzo Foschi (alle prese in questi giorni con il caso sollevato da Il Tempo degli sfratti per morosità notificati dall’Ater a parecchi circoli del Pd). Ecco tra le prime file i volti di assessori, consiglieri regionali, capitolini e presidenti di Municipio, e poi gli esponenti nazionali e locali dei partiti già alleati e di quelli che potrebbero presto diventarlo.

Ecco anche l’intervento di una studentessa di Roma Tre a portare il saluto degli universitari accampati contro il caro vita. L’effetto voluto sembra quello di una valanga progressista su Roma, sulla falsariga della «valanga blu» che negli Stati Uniti ha travolto le elezioni di midterm sancendo la vittoria dei democratici alla Camera e al Senato. E infatti quella di ieri è stata anche l’occasione di rivendicare i rapporti internazionali di Gualtieri, a partire dal sindaco di New York, Zohran Mamdani, protagonista di qualche siparietto social con il nostro primo cittadino. Peccato che ieri non ci sia stato l’effetto folla tipico delle convention a stelle e strisce: dentro l’Auditorium, sala piena con qualche posto libero, fuori invece, davanti al maxi schermo fatto montare in piazza Pia per affrontare l’annunciato «overbooking», i seggiolini sono rimasti mezzi vuoti. Incidenti che capitano. Ad oggi comunque la cavalcata di Gualtieri verso il bis non trova ostacoli e il primo cittadino punta a prendersi tutto il vantaggio che può. A costo anche di rinnegare quel «modello Giubileo» di concordia istituzionale sbandierato per quattro anni. Ieri infatti il Gualtieri-candidato non ha risparmiato bordate al governo Meloni dai decreti Sicurezza fino al Nuovo codice della strada, e dai fondi che alla Capitale non arriverebbero fino al tema della casa. Ma dato che la campagna elettorale è per Roma, il sindaco intervistato dalla giornalista Serena Bortone si è difeso dalle polemiche che più hanno messo in difficoltà la sua amministrazione: le piste ciclabili, odiate dai residenti, che invece dovrebbero aumentare (a dirlo sul palco il divulgatore scientifico e volto tv Mario Tozzi); le critiche sugli alberi tagliati («una campagna di disinformazione vergognosa»), l’accoglienza degli immigrati («per noi la diversità è una ricchezza»). E poi le dichiarazioni d’intenti: se sarà rieletto sindaco - promette - l’attenzione passerà dalle «cose», come i cantieri, alle «persone», intese come le esigenze di vita quotidiana dei cittadini in termini di servizi, mobilità, politiche abitative e persino sicurezza. «La trasformazione che abbiamo avviato deve proseguire», tanto che il sindaco ha assicurato di voler governare per cinque anni interi. Intanto, l’accelerata di Gualtieri ha smosso le acque a destra. Per Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia, «la partita è aperta e tra qualche giorno verrà annunciato il nostro candidato». In Campidoglio, intanto, si annusa già aria di vittoria.

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