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Concerto di Natale per i bambini di Luanda

Sempre vicini ai giovani, ai bambini per dirigerli verso un avvenire ricco di possibilità, anche negli angoli più pericolosi del Globo. La Fondazione Don Bosco nel Mondo (www.donbosconelmondo.org)...

Sempre vicini ai giovani, ai bambini per dirigerli verso un avvenire ricco di possibilità, anche negli angoli più pericolosi del Globo. La Fondazione Don Bosco nel Mondo (www.donbosconelmondo.org) opera nel segno del Santo che sta alla base delle attività dei padri salesiani, la protezione dei più deboli garantendo una formazione e una vita indipendente. Il progetto portato adesso in primo piano, è attivo in Angola dal 1997, «Rua Dom Bosco - Una via dopo la strada» per il recupero dei minori abbandonati, migliaia di minori indifesi. Progetto che sarà oggi al centro del consueto Concerto di Natale all'Auditorium Conciliazione trasmesso in prima serata su Canale 5. In radio su RTL102,5. Per sostenere il piano basta inviare un sms al numero 45592. «A Luanda, città da 6-7 milioni di abitanti, i più piccoli che avviciniamo per strada hanno anche dai 6 agli 8 anni – dice padre Martin Lasarte, missionario salesiano – Abbiamo una rete molto ampia, delle équipe avvicinano bambini e ragazzi fuggiti o allontanati dalle famiglie. Il 70 per cento dei nuclei familiari sono disgregati, conseguenza anche dei 26 anni di guerra civile. Alcuni bambini vengono considerati anche causa dei mali che affliggono le famiglie, accusati di essere stregoni e quindi cacciati». «Abbiamo case d'accoglienza per 20 ragazzi – racconta padre Lasarte – Li avviamo alla socializzazione, all'alfabetizzazione e anche alla disintossicazione: sulla strada molti si drogano con le esalazioni della benzina e delle colle. Un centro nevralgico è il Centro Kala Kala, in lingua locale Lavoro Lavoro. In più, si cercano le loro famiglie». A differenza che in passato, con il governo angolano che ha riconosciuto la loro opera come la più importante dal punto di vista sociale, oggi i religiosi sono aiutati dalla polizia nella ricerca delle famiglie. Le case di ospitalità sono di proprietà del governo, gestite dai salesiani, ognuna con 80/100 giovani. Dopo tre anni prendono un titolo di scuola primaria e hanno fatto formazione professionale. Possono proseguire dai 18 anni per un diploma di scuola secondaria lavorando al mattino. Dopo due anni diventano indipendenti, con il loro lavoro possono prendersi camere in affitto e proseguire con la loro vita. Nell'85 per cento dei casi il ricongiungimento familiare va a buon fine.

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