Una ventina di nuovi appalti con i municipi di Roma, oltre ai lavori per il Giubileo legati all'ammodernamento di via delle Mura Latine e via di Porta Ardeatina. Queste le ulteriori commesse pubbliche sulle quali sta lavorando la Procura della Repubblica capitolina, nell'inchiesta che mercoledì ha portato agli arresti sette funzionari dell'ufficio Simu (Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana) e dei municipi. Gli accertamenti sono dei sostituti procuratori Stefano Pesci e Alberto Pioletti, che coordinano gli investigatori dei carabinieri della Tutela ambiente. Nel mirino ci sono gli imprenditori Luigi Martella e Alessio Ferrari, accusati di aver fatto parte di un «sistema» teso a ottenere 33 appalti (che avrebbero consentito un guadagno 16 milioni di euro) grazie al pagamento di tangenti per 650mila euro. Secondo le ipotesi però, ci sarebbero altre 20 commesse ottenute illecitamente. Tra queste anche quella relativa ai lavori per il Giubileo. C'è da dire, però, che la commessa in questione non è stata attribuita in quanto il 14 ottobre scorso, giorno precedente all'arresto di Martella e Ferrari (per la corruzione del funzionario del Comune Ercole Lalli), l'Anac stoppò l'appalto. Il presidente dell'ente, Raffaele Cantone, aveva sottoposto a verifica i partecipanti e aveva scoperto che entrambe le ditte, che fanno capo agli imprenditori Martella e Ferrari, avevano presentato l’offerta tacendo i rapporti intercorrenti tra di loro costituendo di fatto un «cartello». Tuttavia, stando all’accusa, i due - legati da interessi patrimoniali in una galassia di società a loro riconducibili - non sarebbero i soli ad aver beneficiato del presunto «sistema». I fari sono posati anche su altri due imprenditori che, stando agli stessi interrogatori di Ferrari, si sarebbero spartiti la grande torta degli appalti con i municipi e con l'ufficio Simu. Ulteriori sviluppi potrebbero arrivare già nella giornata di oggi, in cui sono previsti i primi interrogatori di garanzia dei soggetti arrestati. Sviluppi, inoltre, potrebbero giungere dagli altri nove funzionari iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di corruzione. A spiegare come funzionava il pagamento delle tangenti è lo stesso Ferrari. «Quanto prendevano (i funzionari, ndr)?», chiede la Procura. «All'aggiudicazione dell'appalto - racconta - si concordavano alcune "agevolazioni" rispetto al capitolato. Se si trattava di rifare un selciato e il capitolato indicava 20mila metri quadri di sampietrini si concordava ad esempio che la rimozione, invece di essere fatta a mano ce la facessero fare in altro modo». Ma, chiede la Procura, «questo "sottobanco" senza cambiare il capitolato?». «Certo - risponde Ferrari -. Faccio un altro esempio: se si dovevano pulire 10 fognoli, ci accordavamo per pulirne solo due». «Questo - domanda la Procura - era in generale richiesto dagli stessi funzionari in cambio del pagamento a loro?», «Sì», precisa Ferrari, «e se non aveste accettato?» ribatte la Procura, «ci rimandavano indietro i Sal - spiega Ferrari - Va premesso che di solito il progetto è già redatto dal direttore dei lavori; e di solito, preparano il progetto con dei margini piuttosto larghi. Cosicché possono dire: "Ti ho preparato un progetto dove puoi guadagnarci tu e posso guadagnarci io"». «Tornando agli accordi sul 3% - continua la Procura - quali erano le "agevolazioni più frequenti, ad esempio in materia di manutenzione stradale?». Nel «caso della manutenzione - spiega Ferrari - specialmente la pulizia delle caditoie e la raccolta dell'acqua piovana». Anche per le strade: «Si risparmiava sullo spessore dell'asfalto, sulle bonifiche; cioè se devi scavare 20 ti fanno fare 10». Risparmi sulle fognature: «Sui riempimenti (si mette materiale non idoneo) consentono un risparmio e di dare la regalia».
Appalti per buche, cresce lo scandalo Altre venti nuove commesse illecite
Una ventina di nuovi appalti con i municipi di Roma, oltre ai lavori per il Giubileo legati all'ammodernamento di via delle Mura Latine e via di Porta Ardeatina. Queste le ulteriori commesse...
