Roma Capitale

Stop Metro C, la rivolta dei commercianti

Il blocco dei lavori a tempo inderminato allontana la «liberazione» dei negozi dalle recinzioni

«Non ne usciremo più. A questo punto conviene chiudere». Sono disperati i commercianti di Largo Brindisi. L’ennesimo stop ai cantieri della Metro C per loro è solo l’ulteriore prosecuzione di una lenta agonia che dura dal 2007. I primi mesi di quest’anno avevano rappresentato una vana speranza, ovvero che quel maledetto muro giallo che schiaccia la visuale dei loro storici esercizi commerciali potesse essere definitivamente rimosso entro il 2016. Non sarà così. Prima i ritardi che hanno spinto a un rinvio dell’inaugurazione al 2018, ora addirittura il fermo dei lavori a tempo indeterminato, con una impasse economica che appare sempre più difficile da dirimere, almeno nel breve periodo. In mezzo ci sono loro, gli esercenti, quelli che fino a metà dello scorso decennio credevano di aver fatto un affare, assicurandosi un negozio in una delle zone più belle della Capitale e che invece stanno rischiando la bancarotta. «Nessuno ci informa più – racconta il proprietario di un negozio di vestiti – Leggiamo i giornali, e questo è quanto. Anche i cartelli che abbiamo appeso su via Magna Grecia ormai sono scoloriti». Nella fila dei negozi c’era anche un importante atelier per vestiti da sposa, che ora è dovuto emigrare al terzo piano di uno dei palazzi signorili che affacciano sul cantiere, affidandosi al nome e a internet. Cosa che non funziona, ad esempio, per i bar. «Noi abbiamo la fortuna – racconta una signora dietro il bancone – che ci sono gli operai che vengono a prendere il caffè, o a comprare le sigarette. Così andiamo avanti. Sono loro che ci ragguagliano sul proseguimento dei lavori: continuano a dirci che la stazione è finita, ma che ora c’è un progetto con il quale vogliono buttarla giù e rifarla da capo». Forse la donna si riferisce alla famosa "variante archeologica", il progetto che Metro C e Roma Metropolitane avevano concordato (prima della rottura definitiva) con la Soprintendenza per rendere la fermata San Giovanni una specie di stazione-museo; peccato che la decisione fosse arrivata a lavorazioni quasi ultimate. C’è da dire che San Giovanni non è l’unica zona di crisi. Cantieri aperti da anni ci sono anche intorno a via Sannio e via Farsalo, dove la viabilità è bloccata ormai dal 2012. Altra muraglia gialla in piazzale Ipponio, per non parlare di via dei Fori Imperiali, proprio nel cuore della Roma antica. Intanto, ieri sera il commissario prefettizio di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca, ha comunicato di aver interessato il Ministero delle Infrastrutture almeno per la riapertura del tavolo tecnico dedicato ai lavori sulla linea. «La riapertura – ha spiegato Tronca - si rivela determinante in quanto consente, da un lato, di riprendere l’interlocuzione tra committente e appaltatore, interrotta da tempo, dall’altro, di verificare la possibilità di sbloccare le risorse allocate presso il fondo rotativo dedicato alla copertura finanziaria dei vari stati di avanzamento lavori». All’attacco il segretario dei Radicali Italiani, Riccardo Magi, che invece torna a chiedere «l’immediata rescissione del contratto per dolo e la formulazione di un nuovo bando che riporti legalità e concretezza al carrozzone Metro C».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.