Dopo l’apertura della Porta Santa a San Pietro, con una valenza mondiale, e il prologo particolarmente significativo di Bangui, oggi Papa Francesco ripete il rito nella basilica di San Giovanni in Laterano, la «madre» di tutte le chiese del mondo. Ma soprattutto la cattedrale di Roma: è, in un certo senso, il «Giubileo dei romani», che identificano nella basilica la «loro» chiesa. Una cerimonia sempre molto sentita, in un Anno Santo in cui il Papa vuole che tutti riscoprano la bellezza del perdono da parte di Dio. Ma senza confondere questo amore misericordioso con un buonismo smielato che sarebbe solo una caricatura. Lo ricorda molto bene l’arcivescovo di Perugia, il cardinale Gualtiero Bassetti, sulle colonne dell’Osservatore Romano: «Il Papa lo ha detto in tutti i modi, ma è necessario sottolinearlo di nuovo perché troppo forte è il rumore di fondo che scaturisce dalle viscere della nostra società e che può creare confusione: la misericordia non è una superficiale verniciatura di bianco che copre i nostri peccati; non è una pennellata di smalto luccicante sopra le nostre sporcizie; e non è neanche un’operetta teatrale recitata con un linguaggio sdolcinato e melenso. La misericordia è, all’opposto, la testimonianza virile della presenza di Dio nella vita degli uomini». L’inizio della celebrazione è fissato alle 9.30. Una volta giunto di fronte alla Porta Santa il Pontefice la aprirà spingendola con le mani e la varcherà. Lo seguirà la delegazione composta dal cardinale vicario Agostino Vallini, dal vicegerente Filippo Iannone, dai vescovi ausiliari (compresi alcuni emeriti), dal Capitolo lateranense e dai padri penitenzieri. Quindi varcheranno la Porta Santa sei sacerdoti della diocesi di Roma, un diacono e quindici laici. Tutti seguiranno in processione il Pontefice che attraverserà la navata centrale della basilica fino alla Cattedra. Qui indosserà la casula per la celebrazione eucaristica secondo la liturgia della III Domenica di Avvento. Ad animarla la Cappella musicale pontificia Sistina e il Coro della diocesi di Roma. L’attuale Porta Santa del Laterano è opera dello scultore lombardo Floriano Bodini. Realizzata in bronzo, è alta 3,60 metri e larga 1,90 metri e ha richiesto circa due anni e mezzo di lavoro. Poco più tardi, alle 10.30, il cardinale americano James Harvey, quale legato pontificio, aprirà la Porta Santa nella basilica di San Paolo fuori le mura, di cui è arciprete. L’ultima delle quattro basiliche maggiori in cui sarà aperta la Porta giubilare è quella di S. Maria Maggiore, dove il Papa si recherà il 1° gennaio, solennità di Maria Madre di Dio. Sempre oggi, anche se in qualche caso i vescovi hanno anticipato il rito a ieri sera, si apriranno le Porte Sante nelle diocesi di tutto il mondo, novità assoluta voluta da Francesco per consentire davvero a chiunque lo voglia e non abbia la possibilità di recarsi a Roma, di ottenere l’indulgenza giubilare. Ieri il presidente del Pontificio consiglio per la Nuova evangelizzazione, mons. Rino Fisichella, coordinatore dell’Anno Santo straordinario della Misericordia, ha annunciato che nei primi quattro giorni sono già stati oltre 150.000 i fedeli che hanno varcato la Porta Santa a San Pietro. Intanto la S. Sede ha reso noto il programma del viaggio del Papa in Messico: si terrà dal 12 al 18 febbraio, con numerosi spostamenti in aereo. Il momento più atteso è la Messa di sabato 13 nella basilica della Madonna di Guadalupe, di cui ieri Francesco ha celebrato la memoria in Vaticano.
A San Giovanni il Giubileo dei romani
Papa Francesco apre la Porta Santa nella basilica del Laterano. A San Paolo fuori le mura il rito presieduto dal cardinale Harvey
