La Procura di Roma ha detto no alla richiesta, formulata oggi da Salvatore Buzzi nel corso dell’udienza al processo su Mafia Capitale, di restituzione di alcune chiavi sequestrate quando venne arrestato a dicembre dell’anno scorso. Prendendo la parola ad inizio udienza, in collegamento dal carcere di Tolmezzo, Buzzi ha chiesto di riottenere «le chiavi di casa mia, della cassaforte che è stata già ispezionata e quelle chiave della casa di mia mamma che ha 96 anni». I difensori del presunto braccio destro di Massimo Carminati, gli avvocati Alessandro Diddi e Piergerardo Santoro, hanno presentato una istanza per chiedere che i mazzi di chiavi vengano restituiti alla famiglia di Buzzi. Sulla richiesta è intervenuta la Procura che ha sottolineato che «le chiavi sono state sequestrate in un procedimento separato e allo stato le chiavi sono sottoposte a sequestro. Faremo le dovute verifiche». Il Tribunale ha preso la parola affermando di non dover procedere in quanto le chiavi risultano poste sotto sequestro per un altro procedimento. Intanto ieri è stata formalizzata la nomina dei periti incaricati di trascrivere le intercettazioni telefoniche del procedimento Mafia Capitale. In particolare, questi i numeri snocciolati dai periti: 4mila 474 intercettazioni, di cui 564 ambientali e 2mila 573 telefoniche, oltre a 1.172 messaggi. Il processo è ancora in una fase embrionale. Tuttavia alle scorse udienze non sono mancati momenti di tensione. Come quando Buzzi ha reso spontanee dichiarazioni, attaccando frontalmente la Procura che ha smontato i suoi cinque interrogatori, negando la quarta richiesta di patteggiamento. «Dalla procura sono state pronunciate frasi fuorvianti - ha detto il braccio imprenditoriale del clan - tese a corroborare le mie dichiarazioni».
Maxi processo e intercettazioni Ecco i numeri: 4.500 faldoni
La Procura di Roma ha detto no alla richiesta, formulata oggi da Salvatore Buzzi nel corso dell’udienza al processo su Mafia Capitale, di restituzione di alcune chiavi sequestrate quando venne...