Roma Capitale

I meccanici della metro revocano lo sciopero

La decisione dei lavoratori di Caf Italia che lavora per Atac dopo il via libera di Gabrielli a un incontro

«Pronti a precettare». La tecnica del bastone e della carota adottata dal prefetto Franco Gabrielli ha funzionato. Alle 22 di ieri è stato interrotto lo sciopero dei lavoratori della Caf Italia, protesta indetta dalla Fiom Cgil per 8 giorni (da ieri fino al 16 dicembre) all’interno dell’azienda che produce i treni del metrò e che assiste l’Atac nella manutenzione. Gabrielli, che si era detto pronto a obbligare i lavoratori a tornare in servizio, ha anche accordato un incontro per venerdì mattina in Prefettura, evidentemente con rassicurazioni importanti. La prosecuzione della protesta avrebbe rischiato di interrompere le linee della metropolitana romana proprio alla prima settimana del Giubileo della Misericordia. Uno sciopero, fra l’altro, in piena franchigia giubilare, e con modi e durata non ammessi dall’Autorità di Garanzia per gli Scioperi, che infatti ieri ha emesso un comunicato dove si riservava «l’apertura di un procedimento per valutare l’applicabilità delle sanzioni previste dalla legge». Se è vero che il Giubileo della Misericordia è un evento troppo importante per la città di Roma e per il Paese da essere intralciato da una protesta del genere, va detto che la situazione dei 50 lavoratori Caf è drammatica. Tutti meccanici specializzati, erano stati assunti quando Atac decise di acquistare i treni dall’azienda spagnola. Con il nuovo piano industriale varato nel 2014, tutti i lavori di officina sono stati internalizzati. La Caf Italia, dunque, ha aperto una procedura di licenziamento collettivo per i lavoratori impegnati nella commessa, che non saranno assorbiti in Atac per mancanza di risorse. «Siamo disperati – hanno scritto loro in una lettera indirizzata a Gabrielli e al commissario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca - Prima della fine dell’anno molti di noi perderanno il proprio posto di lavoro, e con esso la fonte principale e molto spesso unica di sostentamento delle famiglie». Intanto prosegue l’anarchia in Atac, senza guida da quasi due mesi. Ieri quasi tutti le sigle sindacali (escluse Cgil, Cisl e Uil) hanno posizionato dei banchetti alla Stazione Termini per raccogliere le firme dei lavoratori a favore di un referendum per la bocciatura del piano industriale. Intanto, il prefetto Gabrielli ha dichiarato: «Ho chiesto al Governo un commissario per Atac con poteri e risorse». Sarà la volta buona?

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