Roma Capitale

Tremila agenti in campo, tutti passati al setaccio

Il maxi dispositivo di sicurezza

Tremila agenti in campo, tutti passati al setaccio Silvia Mancinelli n Il miglior dispositivo di sicurezza, per questo inizio Giubileo, è stata la paura. L’attentato tanto temuto, che poi non c’è stato, quella bandiera nera del Califfato immaginata sull’obelisco di piazza San Pietro, devono aver terrorizzato a tal punto pellegrini, turisti e romani da aver disatteso le aspettative di un esercito armato pronto a intervenire ad ogni allarme, vero o meno. In totale, considerando anche gli agenti in borghese, tra il colonnato e via della Conciliazione si contavano quasi più forze dell’ordine che fedeli. «Avevamo previsto tra i 50 mila e i 100 mila – ha detto Gabielli - ma siamo sicuri che il picco ci sarà a Pasqua». Una piazza San Pietro quasi «scarna» rispetto all’affollatissima canonizzazione dei due Papi.   Il Giubileo della Misericordia, organizzato tra l’urgenza di preparare tutto in tempo e le macchinazioni per arginare le minacce terroristiche, è iniziato così ieri mattina, ancor prima che il cielo schiarisse il Cupolone. Tremila uomini delle forze dell’ordine, oltre alla Gendarmeria e alle guardie svizzere, protezione civile, esercito, 900 vigili urbani, volontari della Croce Rossa, aeronautica militare e Guardia Civil spagnola hanno presidiato la Città Eterna senza tralasciare nulla. Controlli dal cielo, con elicotteri HH212 per l’individuazione di velivoli a bassa velocità, di intercettori EF2000, di un Predator per la sorveglianza delle aree sensibili. Per tutta la giornata ha regnato la regola del «no fly zone», con l’interdizione totale al volo in un raggio di 10 chilometri dal centro della città. E poi in terra, con strade e piazze sigillate e sorvegliate da 2mila telecamere, uomini dei reparti speciali, militari a presidiare le metro e cecchini pronti a far fuoco. Doppi i controlli ai pellegrini nell’area rossa, dall’apertura dei varchi alle 6,30: i primi in via della Conciliazione, i secondi sotto il colonnato del Bernini con i metal detector. Frequenze radio sotto controllo e «curate» da una squadra speciale «acchiappadisturbi», dotata di «ambulanze delle frequenze» e «auto interceptor» per localizzare in tempo reale interferenze al sistema radio. Anche Tevere è stato pattugliato da poliziotti su moto d’acqua. «Non ci sono indicazioni sul Santo Padre come possibile obiettivo- Ma noi non abbassiamo la guardia – ha puntualizzato il prefetto - A Roma sarà sempre allerta massima per tutto l’Anno Santo, questo è solo un 347esimo del nostro sforzo». La paura per un falso allarme bomba a pochi passi dalla stazione metro Lepanto, è scivolata via come la difficile giornata.

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