Roma è il comune che concentra il maggior numero di imprenditori stranieri al dettaglio (oltre 13 mila, 7,8% del totale nazionale). Seguono Milano (oltre 7 mila, 4,3%), Napoli (6 mila, 3,6%), Palermo (5 mila, 3,0%) e Torino (4,8 mila, 2,9%). È il risultato di uno studio condotto dalla Confesercenti. La presenza di imprese straniere è più contenuta nel turismo, anche se comunque in crescita. Nel caso delle attività ricettive l’incidenza delle imprese straniere nel 2015 è del 4,8% (era il 4,0% nel 2011). Il massimo per il settore si ha proprio nel Lazio: 8,9%. Con riferimento a bar e ristoranti, invece, il peso delle imprese straniere sul totale è del 10,8%, in aumento dal 7,9% rilevato nel 2011. In questo ultimo settore è la Lombardia ad aggiudicarsi il podio di Regione a maggior tasso di internazionalizzazione, con il 17,6% di imprese straniere sul totale. ma qual è il profilo tipo dell’imprenditore straniero? Per Confersercenti è quello di un quarantenne, uomo, proveniente da una nazione dell’Asia o dell’Africa. Nel commercio al dettaglio l’età media dei titolari di attività stranieri è di 42,6 anni, ed è mediamente più bassa di circa 7,5 anni rispetto agli imprenditori italiani. Nella ricettività la media è di 51,4 anni e il differenziale più basso (3,4 anni), mentre per bar e ristoranti l’età media degli imprenditori stranieri è 41,9 anni (differenza di 5,8 anni rispetto agli italiani). Per quanto riguarda il genere, nel caso del commercio al dettaglio la presenza maschile è pari a un imprenditore su quattro (75,1%), con una differenza molto marcata rispetto agli italiani, dove la quota è del 57,8%. L’imprenditoria straniera è invece più "rosa" di quella italiana nel turismo: la media di presenza maschile tra i non italiani è del 45,3% (per gli italiani il valore è 55,4%), mentre per bar e ristoranti l’incidenza è 54,4% (per gli italiani 61,3%).
Commercio al dettaglio
Record d’imprese straniere Sono 13mila, il 7,8% d’Italia