Pur di ottenere gli interessi scaturiti da un rapporto d'usura, le due donne avevano minacciato la vittima disturbandola anche sul posto di lavoro. Nulla di nuovo se non fosse che “il posto di lavoro”, in questo caso, era la cittadella giudiziaria di piazzale Clodio. Le donne, in seguito arrestate, non temevano nulla e così avevano raggiunto la vittima fino ai corridoi del tribunale, nella palazzina C, proprio dove oltre 100 procuratori quotidianamente combattono i criminali. Una vicenda che potrebbe simulare un termometro capace di misurare la concezione d'impunità che i criminali romani hanno acquisito da tempo, nonostante i risultati eccellenti ottenuti dagli inquirenti della Capitale. Erano le 10 e 30 del mattino del 17 novembre scorso quando C.L. e G.C. erano andate a riscuotere la cifra che una dipendente del tribunale, vessata dai debiti, consegnava mensilmente alle due donne, fin dal 2012, quando aveva ottenuto un prestito usuraio. Una delle due «mimava il gesto del "taglio della gola"» urlando contro la vittima, si legge nell’ordinanza di arresto. Così facendo si erano fatte consegnare il denaro. Quello che le due non sapevano è che le banconote erano state "segnate" dagli inquirenti, precedentemente allertati dalla vittima. Grazie alle intercettazioni la procura aveva anche scoperto che le signore gestivano con violenza anche le case popolari dell'Ater. La vittima infatti «si era rivolta alla L. per "l'acquisto" di una casa popolare dell'Ater – recita l'ordinanza – a San Basilio, dietro pagamento alla L. della somma di euro 15mila in contanti». «Vendeva case popolari» ha testimoniato la donna vessata dalle continue richieste di denaro. «Una volta entrata in casa – continua la testimone – mi recavo insieme a lei in circoscrizione e mi autodenunciavo quale occupante abusiva dell'appartamento. In seguito mi veniva assegnato il domicilio e dopo la residenza». Niente case e soldi per le criminali. Il sostituto Nadia Plastina ha infatti richiesto e ottenuto l’arresto delle due donne.
Usuraie minacciavano la vittima in Tribunale
Andrea Ossino Pur di ottenere gli interessi scaturiti da un rapporto d'usura, le due donne avevano minacciato la vittima disturbandola anche sul posto di lavoro. Nulla di nuovo se non fosse che “il...
