Roma Capitale

I pm bocciano Buzzi «Ha salvato gli amici e accusato i nemici»

«È inattendibile, non ha collaborato» Respinta la richiesta di patteggiamento

Cinque interrogatori con cui Salvatore Buzzi ha voluto raccontare la sua verità «sull’intreccio corruttivo nella Capitale d’Italia». Inattendibile, è il sostanziale giudizio della Procura della Repubblica di Roma, secondo cui il «braccio imprenditoriale» di Mafia Capitale «non ha fornito collaborazione». Il processo alla presunta cupola romana, capeggiata da quello che gli investigatori reputano il boss, Massimo Carminati, è ancora in una fase iniziale. Questioni preliminari di carattere tecnico-giuridico, che però annunciano uno scontro tra accusa e difese. Un assaggio è il parere della pubblica accusa sulla quarta richiesta di patteggiamento a 4 anni e 10 mesi dell’ex imprenditore, legato a doppio filo con Carminati. Per i pm Paolo Ielo, Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini i cinque famosi interrogatori di Buzzi dell’estate scorsa, in cui ha parlato di illeciti anche dietro la costruzione del nuovo palazzo della Provincia, con un giro di tangenti che avrebbe coinvolto anche il governatore Nicola Zingaretti, non sono «attendibili». Per il pm Ielo «Buzzi ha salvato i suoi amici» e «lanciato strali contro i nemici». Si tratterebbe «di una condotta che non può fare concedere attenuanti». Aggiunge che «i reati contestati a Buzzi, tra cui l’associazione di stampo mafioso sono, in linea teorica, punibili fino ad un massimo di 30 anni». Dura la replica dell’avvocato Alessandro Diddi, difensore di Buzzi, pronto allo scontro alla prossima udienza: «Esternazioni del tutto fuori luogo. Le condanne si chiedono alla fine del processo non all’inizio». Il legale aggiunge che «solo il processo potrà stabilire se le dichiarazioni del mio cliente siano attendibili». Sugli interrogatori di Buzzi, Diddi afferma che «i pm reputano che lui ha coperto qualcuno, allora avrebbero potuto fare altre domande. Buzzi era disposto ad aggiungere altri particolari, infatti ci aspettavamo un'altra convocazione, ma questo non è ancora accaduto. Mi chiedo come facciano a ritenere che lui voglia salvare qualcuno se le domande non gliele pongono». Patteggiamenti sono stati sollecitati anche per Alessandra Garrone (moglie di Buzzi) 2 anni e 4 mesi e Paolo Di Ninno 2 anni e 4 mesi e Emanuela Bugitti 2 anni, entrambi collaboratori di Buzzi. Sulle varie richieste di patteggiamento il tribunale potrà pronunciarsi al termine del processo. Sul fronte processuale l’accelerazione è giunta dai giudici della X sezione penale che hanno riunito i due giudizi immediati dando il via libera ad un unico maxiprocesso che vede imputate 46 persone. La riunione dei fascicoli era stata sollecitata dalla Procura e riguardava i giudizi immediati legati agli arresti effettuati nel dicembre del 2014 e del giugno dello scorso anno. Su tutte le richieste di patteggiamento si pronuncerà il Tribunale alla prossima udienza.

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