Fingendosi agenti della polizia municipale chiedevano ai commercianti un contributo per una fantomatica festa dei vigili. Naturalmente spiegavano ai malcapitati che, in virtù della donazione ricevuta, avrebbero chiuso un occhio su eventuali sanzioni e controlli. Se la vicenda non fosse realmente accaduta sembrerebbe la trama di un film comico. Invece, secondo la procura di Roma, i due sedicenti agenti, I.M. e O.I., una cittadina georgiana di 44 anni e un 71enne romano, avrebbero messo in scena decine e decine di colpi. Adesso, i furbetti sono costretti a sedere sul banco degli imputati, tra le aule della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio, dove l’accusa rappresentata dal pm Anna Maria Orlando, sostiene sia stata messa in atto una vera e propria truffa. I fatti risalgono al 2011. Era il 2 marzo quando uno dei due imputati, l’arzillo 71enne, aveva contattato telefonicamente un commerciante romano: «Buongiorno - avrebbe esclamato il sedicente vigile - sono il comandante del VI gruppo della polizia municipale». Il presunto truffatore aveva dunque rappresentato «l’ideazione - si legge nel capo d’imputazione - di una fantomatica manifestazione per la cui organizzazione la Polizia Municipale richiedeva l’elargizione di un contributo». Una festa talmente importante da fare scendere un campo lo stesso comandante del VI gruppo. Ma i due, convinti nella recita degna di un oscar, avrebbero spiegato che «una persona delegata - continua l’atto - sarebbe appositamente passata per il negozio per ritirare la somma e avrebbe lasciato la ricevuta». Successivamente la complice dell’imputato aveva bussato alla porta del commerciante facendosi consegnare 70 euro. Naturalmente aveva rilasciato una fattura «recante un timbro non esistente "Organo Ufficiale del Sindacato S.P.P.L., sindacato professionale polizia locale"». Dopo aver messo a segno il primo colpo i due non si erano più fermati. Di tanto in tanto apportavano qualche variante alla loro recita: «Ci adopereremo per impedire qualsiasi controllo sulla sua attività commerciale - avevano spiegato in una pasticceria - il pagamento elargito eviterà il controllo delle forze dell’ordine». Il bottino ricavato dai falsi vigili era sempre magro, dalle 40 alle 70 euro. L’inventiva sempre alle stelle. Tra un’inverosimile festa dei vigili urbani e un fantasioso invio di adesivi del corpo di polizia, gli imputati, qualificandosi come vigili, comandanti o delegati, avrebbero messo a segno innumerevoli colpi. Naturalmente le forze dell’ordine, quelle vere, non rimangono con le mani in mano e così, dopo aver appreso dalle vittime il modus operandi dei due imputati, li avevano fermati e denunciati.
La truffa dei finti vigili urbani
Fingendosi agenti della polizia municipale chiedevano ai commercianti un contributo per una fantomatica festa dei vigili. Naturalmente spiegavano ai malcapitati che, in virtù della donazione...