Roma Capitale

Il Tribunale: stop alle rotazioni vigili

Il giudice del lavoro boccia il piano del comandante del Corpo Clemente Gli ottocento pizzardoni trasferiti dovranno tornare alle sedi d’origine

Un altro pastrocchio alla romana. Che stavolta non sarà di facile soluzione. La Sezione di Roma del Tribunale del Lavoro ha annullato il piano triennale 2014-2016 di rotazione dei vigili urbani varato dal Comando della Polizia Locale di Roma Capitale di concerto con il Campidoglio. Non solo. Nella stessa sentenza si anticipa anche il possibile accoglimento dei ricorsi avversi al piano 2015-2017. Entrambi i provvedimenti erano stati impugnati dal sindacato Uil di Roma e Lazio. Il pronunciamento da parte del giudice del lavoro, Flavio Baraschi, è arrivato come un fulmine a ciel sereno sugli uffici di via della Consolazione e rappresenta un’altra tegola sulla testa del comandante Raffaele Clemente. In realtà, non si contesta il provvedimento nel merito (come fanno le sigle sindacali) ma nel metodo, ovvero in relazione all’iter che ha portato alla sua concretizzazione. Il giudice del lavoro, infatti, spiega chiaramente che «l’atto di disciplina della rotazione deve essere adottato previa adeguata informazione alle organizzazioni sindacali rappresentative, salvo motivati impedimenti», come recita «il Piano Nazionale Anticorruzione al punto 3.1.4». Insomma, prima di far entrare in vigore le rotazioni, bisognava sottoporre il piano alle organizzazioni sindacali, le quali non hanno parere vincolante ma solamente consultivo: «Non è invece previsto alcun diritto delle organizzazioni sindacali alla concertazione ed alla partecipazione nelle fasi di adozione degli atti in questione». Tradotto: sarebbe bastato rispettare le procedure formali per non incorrere nell’annullamento. Il passaggio, invece, non è stato fatto. E il giudice l’ha rilevato. «Secondo la tesi di Roma Capitale – si legge - il concreto avvio della rotazione è avvenuto solo in data 31.10.2014 e solo per il personale della categoria D dopo che il Piano Operativo di Dettaglio era stato comunicato alle organizzazioni sindacali»; invece «la preventiva informazione» imposta dalla legge doveva essere attuata prima della adozione del Piano Triennale e non, come è avvenuto nel caso in esame, il giorno successivo alla sua approvazione (mediante pubblicazione nelle sottosezioni di Amministrazione Trasparente) e con la nota del 22 ottobre 2014 (doc. 4 di Roma Capitale) a distanza di 10 mesi dalla approvazione del Piano Triennale». E ora cosa accadrà? Non è ancora chiaro e la decisione spetterà al Commissario Francesco Paolo Tronca. Rispettando la sentenza alla lettera, oltre 800 i vigili trasferiti dovranno tornare ai loro uffici di provenienza. Per ora il comandante Raffaele Clemente ha rilasciato dichiarazioni, ma non è escluso che si provi a sanare la situazione, magari provando concertare con i sindacati il piano 2015-2017 non entrato ancora in vigore.

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