Aveva tentato di rapinare l'istituto di credito che fino ad alcuni anni prima dirigeva. Ieri l'ex direttore della Banca dell'Etruria di viale Ippocrate, in zona piazza Bologna, è stato condannato dal Tribunale a due anni di carcere per tentata rapina e sequestro di persona dell'attuale direttore. Questa la pena patteggiata da S.A., 56 anni, licenziato nel 2011 e ritornato nella filiale lo scorso 23 ottobre con intenzioni tutt'altro che amichevoli. Con una maschera sul viso, armato di una pistola (rivelatasi solo successivamente un giocattolo) e di un coltello a serramanico, ha minacciato i clienti e poi ha provato a farsi aprire la cassaforte dal nuovo direttore. L'uomo sapeva bene come muoversi all'interno della banca, visto che ci aveva lavorato a lungo prima di essere mandato via per decisione della direzione generale. Tuttavia, l’immediata segnalazione fatta da uno dei dipendenti al 112, ha consentito ai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Parioli e una pattuglia del Nucleo radiomobile di arrivare subito sul posto. Disarmato e bloccato dai militari, il rapinatore ha riferito loro che era una burla: «» uno scherzo, ma che ci siete cascati per davvero? Io e il direttore ci conosciamo da anni». La giustificazione non ha convinto i carabinieri, che hanno proceduto ad arrestarlo per tentata rapina e sequestro di persona. Il 56enne, fino a quel momento incensurato, è finito quindi ai domiciliari e ieri ha patteggiato la pena di due anni. «È entrato in banca tranquillo, salutando per nome gli ex colleghi che conosceva da tempo – aveva raccontato a «Il Tempo» un impiegato della filiale di viale Ippocrate – Poi è andato in bagno. Quando è uscito aveva una maschera che gli copriva il volto ed era armato di una pistola e un coltello». L’uomo si è recato verso gli sportelli e ha intimato a clienti e dipendenti di raggrupparsi tutti da un lato «tra l’altro senza sequestrarci i telefonini, che è la prima cosa che un "buon" rapinatore dovrebbe fare», avava fatto notare l'impiegato. Poi l'uomo si è chiuso in una stanza con il direttore a cui ha intimato di aprire la cassaforte, che però si trovava all'esterno. Quando è uscito dalla stanza, erano già scappati tutti fuori. Dopo aver visto dalla vetrina principale che insieme alla folla c'erano decine di carabineri pronti a fare irruzione, S.A. si è tolto la maschera e piegandosi in due dalle risate ha urlato allo scherzo.
Tentò una rapina in banca Condannato l’ex direttore
Era entrato in bagno e si era messo una maschera
