Roma Capitale

Blitz nel campo dei soliti nomadi Trovate 14 auto senza assicurazione

A Castel Romano tre persone, tra cui una ragazza di 14 anni, denunciate dai carabinieri per evasione

Mentre i carabinieri gli sequestravano le macchine senza assicurazione, loro imploravano di lasciargli l’unico mezzo a disposizione «per comprare il pane». Quattordici tra utilitarie, fuoristrada e berline quotidianamente utilizzate dai rom e senza copertura assicurativa sono state scoperte e portate via dai carabinieri di Pomezia e Tor de Cenci nel corso di un maxi controllo all’interno del villaggio della solidarietà di Castel Romano. Saranno riconsegnate ai legittimi proprietari dopo il pagamento di una multa salata e, soprattutto, successivamente alla stipula del contratto di assicurazione. In fondo perché fare a meno della macchina per fare spese? Meglio rinunciare alla polizza che tanto, se «capita» l’incidente, basta scappare e costituirsi magari l’indomani mattina, dopo una giornata da ricercato. L’ammissione vale, specie se minorenni, e per aver ammazzato uno sventurato incappato nell’auto pirata senza assicurazione, la pena è tornare a casa da moglie e figlio. Il maxi sequestro di auto senza copertura ieri mattina nel campo nomadi di Castel Romano, riporta inevitabilmente alla vicenda del rom 17enne che giovedì ha investito e ucciso un ciclista di 52 anni dandosi poi alla fuga. Due giorni di ricerche serrate da parte degli agenti della Polizia Locale, la diffusione della foto per trovare testimoni e, finalmente, la confessione in una stazione dei carabinieri di Treviso, dove il ragazzo al volante dell’Honda Jazz nera sperava di far perdere le proprie tracce nascosto da alcuni parenti. Per lui neanche la detenzione, riconsegnato alla neonata famiglia. E dire che l’operazione effettuata ieri dai militari agli ordini del Maggiore Marco Spaziani non è certo la prima nel campo abitato da 900 persone. «Sono interventi frequenti – conferma il comandante della compagnia di Pomezia -. Li facciamo per controllare i soggetti sottoposti a misure alternative alla detenzione in carcere: ieri (sabato ndr ) abbiamo denunciato con l’accusa di evasione un ragazzo e una ragazza di 24 e 25 anni agli arresti domiciliari e irreperibili al momento del blitz, ed una 14enne già sottoposta alla misura della permanenza in casa. Da lì la verifica dei veicoli parcheggiati all’interno». Delle quaranta macchine passate al setaccio dei militari, quattordici – tra Volvo, Bmw, Toyota, Ford e Peugeot nuove e dissonanti con l’ambiente circostante fatto di baracche e immondizia – sono risultate prive di assicurazione, mentre un’altra era stata già radiata per intestazione fittizia. A volte l’ansia di fuggire per l’assenza dell’assicurazione, altre per non avere a che fare con le forze dell’ordine ai posti di blocco: i motivi per fuggire, travolgendo nella loro folle corsa innocenti malcapitati possono essere svariati. Fatto sta che non è certo una novità che un’auto guidata da un rom faccia danni. A maggio scorso, in via Mattia Battistini, l’auto con a bordo tre rom – dei quali due fratelli di 17 e 19 anni e la moglie minorenne di uno di loro – travolse nove persone per seminare la volante della polizia alle calcagna. Nella fuga la Lancia Lybra lanciata a tutta velocità tra la folla uccise Corazon Abordo, una filippina di 44 anni madre di due figlie. Il più grande dei tre fermati, l’unico ad oggi in carcere, guidava senza patente. Sull’Aurelia, a giugno scorso, la Polizia Stradale ha denunciato per la diciannovesima volta un 20enne slavo residente in un campo rom a Pisa. Si ostinava a portare la macchina senza patente. In fondo, oltre a collezionare sanzioni, cos’altro poteva accadergli? Tanto valeva rischiare. Le auto, poi sequestrate, non risultano la maggior parte delle volte neanche di loro proprietà. La macchina guidata dal 17enne, che giovedì pomeriggio in via Fontana Candida ha travolto e ucciso Luciano Zarlenga, un benzinaio di 52anni in sella alla sua bicicletta, risulta infatti intestata ad una società campana già titolare di cinquecento auto. Rispedito nella sua abitazione a Borgata Finocchio, potrà magari ripetere l’esperienza con una nuova auto. Per comprare il pane, come hanno detto ai carabinieri sabato mattina i rom di Castel Romano per convincerli a lasciargli i veicoli sequestrati - o i pannolini per il figlio neonato con il quale potrà continuare beatamente a stare.

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