Erano stati condannati dalla Corte dei conti del Lazio a risarcire all’erario 683.291 euro per aver sostituito il vicepresidente e il direttore generale dell’Ater della Provincia di Roma con un atto definito "illegittimo", che ha portato al commissariamento dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica. Ora però la prima sezione centrale d'appello della Corte dei conti ha ribaltato la sentenza di primo grado assolvendo Mario Cola, Giuseppe Salvati Celestino e Giuseppe Stasolla dai relativi addebiti. Secondo i giudici, i responsabili del danno causato con il licenziamento in tronco del dirigente Alfonso Colarusso (per la cui estromissione l’Ater è stata condannata dal giudice del Lavoro a risarcirgli 378.625 euro), «non possono certo essere ritenuti coloro (ossia i precedenti amministratori del cda: Cola, Salvati e Stasolla) che deliberarono l'assunzione, ravvisata poi come regolare e legittima dal giudice lavoristico». «È certo – si legge nella sentenza di secondo grado – che il pregiudizio patrimoniale ingiusto patito dall'ente non è riferibile alla decisione assembleare dell'8 luglio 2005 di conferimento dell'incarico di direttore generale al dottor Colarusso, quanto piuttosto al suo successivo licenziamento unilaterale».
Ater, tutti assolti per la sostituzione del vicepresidente
Erano stati condannati dalla Corte dei conti del Lazio a risarcire all’erario 683.291 euro per aver sostituito il vicepresidente e il direttore generale dell’Ater della Provincia di Roma con un atto...