«Posso anticiparvi che sulla mia esperienza a Roma e sull’inchiesta di Mafia Capitale sto scrivendo un libro. Non ho deciso il titolo, ma sottotitolo sarà “Manuale di sopravvivenza per i futuri sindaci di Roma”, per spiegare perché la nostra città ha questi problemi». Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma coinvolto nell’inchiesta che ha scosso il mondo politico e affaristico romano, commenta così a caldo la notizia del rinvio a giudizio. Alemanno, è decaduta per lei l’accusa per mafia È l’aspetto più importante, cade l’accusa di associazione mafiosa ma anche ogni aggravante ad essa connessa. La cosa più infamante scompare definitivamente. Anche se molti giornali, si ostinano a non dare rilievo a questa notizia. Perché secondo lei? Perché nel momento in cui Ignazio Marino è caduto così rovinosamente, c’è un bisogno disperato di utilizzarmi come paragone negativo per salvare un minimo la faccia a Marino e alla sinistra romana». Resta il rinvio a giudizio per corruzione e l’illecito finanziamento È preoccupato da queste accuse? Tutte le accuse, ovviamente, non vanno sottovalutate. Però basta leggere il dispositivo della richiesta di rinvio per comprendere che si tratta di accuse che si dimostreranno infondate. Ad esempio mi si accusa di aver nominato un consigliere di amministrazione di Ama su pressione dell’ex capogruppo Pdl Luca Gramazio, quando è evidente che un sindaco non può ignorare le richieste del capogruppo del più importante partito della città, soprattutto quando sono sostenute da un curriculum qualificato. Sono convinto che l’onestà intellettuale della magistratura porterà a riconoscere la mia innocenza, così come la Procura ha fatto cadere l’accusa di mafia. Che cosa glielo fa credere? Buzzi dice con chiarezza che di questi finanziamenti, tra l’altro tracciati e regolari, non ne conoscevo eventuali motivazioni illecite. Buzzi lo dice con chiarezza, nonostante viene sollecitato dai magistrati, e non avrebbe alcun interesse a scagionarmi da accuse del genere. Buzzi dice anche che io non sapevo nulla degli accordi che lui stringeva con esponenti del Comune. Ricordiamoci che Buzzi finanzia, lecitamente, anche le campagne di Marino e di Renzi. Dobbiamo accusare pure loro di corruzione? Che cosa ne pensa di questo processo adesso? Sto leggendo le carte, dare un giudizio ponderato per me ancora è impossibile. Tutto deve essere dimostrato fino in fondo a cominciare dall’accusa di mafia. Dopo un anno di campagna mediatica massacrante, questo processo va senza pregiudizi. È indispensabile per il futuro di Roma. In che senso? Questo processo sarà molto importante per capire realmente le vere malattie di questa città. Non solo sotto l’aspetto criminale ma anche per il rapporto difficile tra politica e burocrazia. Bisogna smetterla con questa tentazione di scaricare tutto sulla classe politica: c’è una classe burocratica che ha la sua indipendenza e una sua influenza sulla realtà. Ma soprattutto il processo aiuterà a dimostrare che se Mafia Capitale ha una storia politica questa è una storia soprattutto di sinistra. Questa vicenda avrà ripercussioni sulla sua posizione politica? Non mi candiderò e non assumerò ruoli politici in prima persona finché non sarò completamente assolto da ogni accusa. Non mi basta che sia caduta l’accusa di associazione mafiosa, voglio dimostrare di non essere un corrotto. Fino a che tutto non sarà spazzato via dal lavoro della magistratura continuerò a fare politica da militante». E per il centrodestra? Penso che il centrodestra, qualunque sia il suo candidato, abbia tutto da guadagnare dall’accertamento della verità. Perché dimostrerà non solo che Mafia Capitale è una storia di sinistra ma anche il ruolo del Pd e prima del Pci come partito-istituzione dentro la città. E, se me lo consentite, che l'unica amministrazione di centrodestra della storia di Roma, la mia, non è stata così negativa come certa stampa cerca di dire. A Roma la mafia esiste? Sicuramente esiste una realtà mafiosa sul territorio. Questo processo servirà a capire se e quanto la mafia sia entrata anche nelle istituzioni.
Gianni Alemanno: "Hanno chiesto il processo ma io non sono mafioso"
Parla l'ex sindaco di Roma che sarà in Aula l’11 dicembre Imputato per corruzione e illecito finanziamento
