Roma Capitale

Il prossimo sindaco? Se sarà solo anche lui è destinato al fallimento

di Francesco Rutelli

Caro Direttore, di cosa vivrà Roma nei prossimi anni? Quali saranno le fonti di reddito per i romani? Che lavori potranno fare i giovani? Dove si prenderanno i soldi per gli investimenti necessari? Il prossimo sindaco dovrà dare risposte strategiche a queste domande. Dunque, non potrà essere solo, ma avrà bisogno di una squadra di vaste dimensioni e di grandi competenze. E, naturalmente, dovrà rispondere al bisogno di normalità, dopo una stagione troppo lunga squassata da scandali, corruzione, inefficienza sistemica. Normalità: ovvero, una città che funzioni nella sua vita quotidiana e nei servizi. Con un bilancio in ordine, con Aziende - oggi in crisi gravissima, si pensi ad ATAC e AMA - rigenerate. Un bilancio ripensato in profondità: cosa non dovrà fare da solo il pubblico, cosa potranno fare i privati ed il privato sociale? La prima nuova donna Sindaco - o un nuovo maschio, come avviene, con denominazioni diverse, da 140 anni… - dovrà avere poteri adeguati e degni della Capitale, e il Consiglio Comunale dovrà contare davvero, per deliberare, controllare e indirizzare. La Città Metropolitana sarà una chimera, e pure la Città-Regione? E i Municipi, saranno più vicini ai cittadini, o definitivamente svuotati? L’esigenza di sicurezza di fronte alla crescita di criminalità diffusa sarà una domanda imperativa. Il contrasto del degrado, la pulizia, una corretta, ordinaria manutenzione, non saranno meno importanti delle opere maggiori per la mobilità e per la riqualificazione urbana; per non parlare della necessità che il progetto Olimpico sia vissuto come veramente utile per la città. La tecnologia sarà solo nei nostri telefonini, nelle conversazioni sui social network, o potrà rivoluzionare abitudini e, soprattutto, servizi? Ancora, mettiamocelo in testa: una persona da sola al comando non ce la farebbe mai, senza una squadra formidabile accanto. Vincerà il cinismo, ovvero la drastica sfiducia verso tutto e tutti, o un nuovo civismo? Una rinnovata partecipazione, ovvero una risposta reale al bisogno reale dei cittadini di essere ascoltati da chi decide, e di influire sulle decisioni? Torneranno a farsi sentire le voci critiche e propositive dei Comitati di quartiere, delle Associazioni, del volontariato? In queste righe, caro Direttore, non c’è un Libro dei Sogni della Roma di domani. È la condizione cui dovrà rispondere inevitabilmente chi si candiderà nelle prossime elezioni, se non varrà fallire anche lui (o lei). Io, che non mi candiderò (non ho e non voglio incarichi pubblici), avrò maggiore libertà per "dare una mano" alla mia città, così rispondendo alle molte sollecitazioni che ho ricevuto e ricevo. Con un gruppo di persone di prima qualità - che cresce ogni giorno - abbiamo deciso di convocare una speciale giornata di proposte, idee, raccolta di persone di esperienza e nuove energie disposte a collaborare per il futuro della nostra Roma. Si terrà il prossimo 28 Novembre, nel Centro Congressi presso Piazza di Spagna. I Prefetti - sciolto il Campidoglio - sono al lavoro. Ma senza una città nuovamente vibrante di idee e progetti concreti, non c’è speranza di uscire dal disastro: che in ogni angolo d’Italia - e non solo - si parli di Roma come del peggiore, incancrenito, fardello italiano. No. Roma, deve riscattarsi, ripartire, tornare a guidare la Nazione. E tutti noi dobbiamo dare un contributo, per riuscirvi.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.