Roma Capitale

Marino: «Non ho intenzione di morire»

Tour in centro nell’ultimo giorno da sindaco: «Voglio salutare i cittadini». Poi attacca Renzi: «Per lui il contrasto alla corruzione non è degno di nota»

Tour in centro storico per l’ex sindaco Marino, tra gli applausi dei sostenitori e qualche contestazione. Il giorno dopo le «26 coltellate» ricevute dai consiglieri comunali Ignazio promette che non mollerà: «Non ho programmi di morte imminente, questa è la mia città», ha detto ai cronisti che ieri mattina lo hanno accompagnato nel suo peregrinare per Roma. In serata ha risposto anche al premier Matteo Renzi che aveva elogiato la scelta dei consiligeri Pd di dimettersi in massa: «Il presidente del Consiglio - ha scritto su Facebook - conferma di avere un’idea sommaria e insufficiente della situazione di Roma. Ignora la presenza della Mafia prima della discontinuità portata dalla nostra Giunta. Dispiace anche che il contrasto alla corruzione, alle tangenti, al malaffare trovato non vengano considerati dal presidente del Consiglio valori degni di nota». Tornando alle attività durante la giornata, Marino è uscito dalla sua casa di via di Santa Chiara verso le 11 e si è recato in Campidoglio dove è rimasto per circa tre ore, per sbrigare «il lavoro ordinario», ha spiegato. Probabilmente avrà anche fatto gli scatoloni con gli oggetti personali. L’altro ieri i fotografi erano riusciti a "pizzicare" una lista scritta a mano che recitava l’elenco delle cose da non dimenticare: «Piccolo mappamondo, scatole eleganti, tutte le moleskine (quelle dove prendeva nota di appuntamenti, incontri e telefonate, ndr), scrittoio e cassetti». Alle 14.30, Marino è uscito dal Palazzo Senatorio e, sempre col sorriso stampato in volto e lo zainetto sulle spalle, ha annunciato: «Vado a fare una passeggiata. Voglio salutare i romani». Di rimorsi pare non ne abbia: «Sono orgoglioso del lavoro fatto in questi due anni». Prima di incamminarsi ha avvertito i fotografi che si accingevano a seguirlo sulla scalinata del Campidoglio: «Attenti, ve lo dico da medico: cadere all’indietro da una scala può far male». Poi via al tour: via di San Venanzio, via degli Astalli, palazzo Grazioli, piazza del Collegio Romano, via di Sant’Ignazio. Nel suo tragitto si è imbattuto in alcuni fan che lo hanno esortato a non darsi per vinto: «Marino, questi imbroglioni ti hanno fregato, è stato Renzi». Lui non si è scomposto e ha tirato dritto. Vicino al Pantheon l’inconveniente di un gruppo di conducenti di botticelle che gli ha gridato: «Marino basta, vattene a casa». E poi, «imbroglione» e altri epiteti poco educati. L’ex sindaco si è concesso anche un gelato da Giolitti vicino a Palazzo Chigi dove ha rivelato che nel Partito democratico c’è anche chi lo ha sostenuto nonostante l’ordine di scuderia fosse quello di scaricarlo: «Mi hanno chiamato e scritto leader del Pd, ma per parlarmi a livello personale - ha spiegato - Ho grande stima di loro per le parole che hanno usato». Ovviamente, i nomi restano top secret.

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