Si è svolto alla Casa dell’Architettura di Roma, organizzato e promosso dal Dipartimento Beni culturali dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, l’incontro sul tema “Sacro e Architettura”, fortemente voluto dall’architetto Virginia Rossini, consigliere dell’Ordine e Presidente del Dipartimento Beni Culturali. Cogliendo l'occasione dell'avvicinarsi del prossimo Giubileo, in un clima di disordini politici ed organizzativi, che eclissano auspicabili dibattiti sulla qualità degli interventi da fare nella città, si è voluto aprire una riflessione su una materia complessa, quale l'architettura sacra, e sul suo significato attuale. Come ha sottolineato l'arch. Rossini, nell'apertura del convegno, “le chiese, luoghi simbolici, portatori dei valori cristiani, come anche centralità del tessuto e della vita socio politica urbana, sono ormai musealizzate e non riescono a coniugare l'aspetto della sacralità del culto con la laicità della fruizione dell'arte in esse presenti. La moderna architettura sacra è in forte declino e si evidenzia la necessità di offrire risposte di qualità alla ricerca di una nuova identità contemporanea, nonche valorizzare l'esistente, proponendolo sì in chiave moderna e sostenibile, ma sempre nel rispetto dell'antico. Risulta, quindi, importante riflettere sul significato della “conservazione”, e promuovere la qualità degli interventi, in collaborazione con le istituzioni e le professionalità coinvolte, puntando sulla formazione della materia”. Sulla stessa linea l’intervento del professor Sgarbi, intervenuto per l’occasione e che ha assicurato la sua presenza per gli incontri a venire. Sgarbi ha sottolineato la necessità di “conservare” il paesaggio e la sacralità delle Chiese. “Nel mondo dell’arte e dell’architettura, essere conservatori vuole dire proteggere passato e futuro. Chi non è conservatore verso il patrimonio artistico e paesaggistico del nostro Paese è un distruttore. Il paesaggio è sacro. Possiamo fare l’esempio della Puglia, che è stata sconvolta e devastata per metà dalle pale eoliche: un errore assoluto. Al contrario, Soru prima di diventare presidente della Sardegna, comprò ettari di Gallura per non farla toccare. Quello è l’esempio da cui partire. Niente è più prezioso di ciò che è integro. Un paesaggio violato è un non paesaggio. Ogni mutazione che non abbia una logica organica è una violenza. Conservazione è la parola chiave per qualsiasi tipo di intervento, di restauro, e questo vale ancora e di più per l’architettura sacra. Molti edifici nuovi sono orribili, molte opere di architetti moderni sono un orrore, come il palazzo di giustizia di Firenze. Se questo vale per l’edilizia comune, per quello che riguarda gli edifici storici, a maggior ragione deve valere per le Chiese. La chiesa di Foligno di Fuksas sembra tutto fuorché una Chiesa. Alcune Chiese moderne sembrano essere dei garage. L’architettura religiosa presuppone una conservazione in due sensi: la conservazione delle tipologie architettoniche, della struttura a capanna, vagamente verticalistica, e la rappresentazione delle funzioni liturgiche. In arte e in architettura è necessario essere dei conservatori”.
Il Giubileo tra sacro e architettura
Alla Casa dell’Architettura l'incontro organizzato dal Dipartimento Beni culturali dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia con Vittorio Sgarbi
