Sono nove complessivamente le misure cautelari eseguite a partire dalle prime ore della mattina dagli agenti della Digos della Questura di Roma a carico di esponenti dell'associazione di estrema destra Casapound. Il Gip Giorgianni, su richiesta del sostituto procuratore Albamonte, ha emesso sei ordini di custodia agli arresti domiciliari e tre obblighi di firma a carico di persone ritenute responsabili di concorso in resistenza aggravata a pubblico ufficiale, nonché, a vario titolo, di lesioni a pubblico ufficiale, porto di oggetti ad offendere, utilizzo di casco in occasione di manifestazioni in luogo pubblico. Lo scorso 17 luglio a Casale San Nicola diversi esponenti dell'organizzazione di estrema destra, con caschi e volti coperti, organizzarono un blocco contro il trasferimento degli immigrati nel centro d'accoglienza, dando vita a tensioni nel quartiere con successivi scontri con le forze dell'ordine. Nei tafferugli rimasero feriti 14 agenti, mentre due manifestanti furono arrestati. "Colpevoli di difendere l'Italia e gli italiani". Così il leader di Casapound Italia, Gianluca Iannone, commenta le misure cautelari. "Arresti liberticidi - sottolinea Iannone - che ancora una volta arrivano casualmente nel momento in cui si aprono i giochi per la partita più importante per un Pd in enormi difficoltà, quella del voto per la Capitale". "Qual è la colpa di CasaPound? Aver osato difendere le donne e gli anziani del quartiere dalle manganellate della polizia? - si chiede Iannone - le innumerevoli immagini di quel giorno dimostrano senza ombra di dubbio quello che è accaduto: cittadini inermi a fare pacificamente blocco per non far passare i pullman e poliziotti pronti alla carica. Donne trascinate via a braccia per ordine di chi ha gestito ad arte l'ordine pubblico per provocare gli scontri. Cittadini terrorizzati da chi avrebbe dovuto difenderli e invece gli urlava in faccia "Vi ammazziamo". A Casale - continua - ci siamo schierati al fianco dei residenti sopra le cui teste sono state prese da Gabrielli, con ostinazione da dittatore, decisioni assurde. Abbiamo per tre mesi protestato pacificamente senza che il prefetto si degnasse nemmeno di ascoltare le rimostranze di chi si sarebbe poi trovato ad affrontare una vera e propria invasione di immigrati in un comprensorio dove abitano solo 250 famiglie. A Casale abbiamo difeso i diritti degli italiani, come facciamo ogni giorno nelle strade e nelle piazze di tutto il Paese. Se amare l'Italia e difenderla è un reato allora arrestateci tutti perché non ci fermeremo".
Scontri a Casale San Nicola, arrestati 9 esponenti di Casapound
Attivisti dell'organizzazione di estrema destra organizzarono un blocco contro il trasferimento degli immigrati nel centro d'accoglienza. Nei tafferugli rimasero feriti 14 agenti
