I missionari devono affrontare anche nuovi problemi che colpiscono questi bambini e che non hanno a che vedere con la lotta per sconfiggere la malattia. Molti di essi sono stati spogliati delle proprietà, eredità e terreni, lasciati dai genitori, anche dagli stessi parenti, che li hanno accusati di stregoneria per stigmatizzarli davanti al resto della comunità e appropriarsi così dei loro beni. "Era qualcosa con cui non avevamo fatto i conti e abbiamo assunto avvocati per poter difendere i diritti dei bambini per quando raggiungeranno la maggiore età", afferma Jorge Crisafulli. Il lavoro dei missionari Salesiani, però, non è stato solo con i bambini che hanno perso i genitori. Dall'inizio della crisi dovuta a Ebola, allievi salesiani e volontari, hanno realizzato un ottimo lavoro di sensibilizzazione e prevenzione per la popolazione. Hanno distribuito materiale sanitario, disinfettanti, guanti, mascherine… Hanno mantenuto attivi i programmi di alimentazione di emergenza diversi giorni alla settimana per i bambini che, essendo sospese le lezioni, trascorrevano troppo tempo da soli per strada. La battaglia contro Ebola si sta vincendo lentamente. Prima la Guinea, poi la Liberia e la Sierra Leone, hanno riaperto le porte delle scuole. La Liberia è stato anche il primo paese che, nel maggio del 2015, è riuscito ad essere "libero da Ebola" confidando nel fatto che in poche settimane si potesse ottenere lo stesso risultato anche negli gli altri paesi. Ciò nonostante il lavoro non è finito qui, perché in qualsiasi momento possono comparire nuove infezioni. Alcuni esempi Ibrahim ha 4 anni. Suo padre morì di Ebola e sua madre se n'è andata. E' stato recuperato dalle autorità di un villaggio che lo hanno portato in ospedale. Per disinfettarlo gli veniva spruzzato del cloro in faccia; questo lo ha reso cieco, prima da un occhio, e progressivamente dall'altro. Dal momento che nessuno andava a trovarlo, misero la sua foto sul giornale e i Salesiani lo accolsero. Grazie al missionario salesiano Lothar Wagner, in pochi mesi, è stato portato in Germania per operarsi. L'intervento è stato fatto e i medici assicurano che progressivamente potrà recuperare la vista da entrambi gli occhi. Alfa ha 5 anni. Ebola ha ucciso 12 membri della sua famiglia. Anche lui è stato contagiato ma si è ripreso. Vive con due fratelli presso una struttura dei Salesiani e si riunirà con la sua famiglia allargata. Il lavoro dei salesiani Ebola è stato una cassa di risonanza per far conoscere la realtà dei paesi dell'Africa Occidentale. La paura del contagio e il fatto che non esista un vaccino per combatterlo hanno permesso, anche se in ritardo, la mobilitazione degli aiuti internazionali. Tuttavia i missionari Salesiani in tutto questo tempo non hanno trascurato i settori di intervento per i bambini a rischio: scuole materne, scuole primarie e secondarie, scuole di formazione professionale, scuole rurali, attenzione ai bambini di strada, programmi di alimentazione a scuola, attività sociali con i bambini svantaggiati, cura per le bambine vittime di abusi, attenzione ai giovani in prigione, programmi di tirocinio professionale tutelati per i giovani, programma "Speranza" per sottrarre le bambine e le adolescenti alla prostituzione, oratori, centri giovanili. "I bambini e i giovani sono il centro del nostro lavoro e non ci sono ricette magiche. Ognuno è unico e richiede tutta la nostra attenzione, amore e dedizione, malgrado le situazioni drammatiche che vive siano simili a quelle di molti altri", dice padre Ubaldino Andrade. L'esempio di Jehosaphat Questo giovane volontario salesiano decise, insieme a quattro amici (due di essi musulmani), di creare a Monrovia (Liberia) il "gruppo Don Bosco & Domenico Savio" per sensibilizzare e aiutare a prevenire il contagio nei villaggi dell'interno del paese. "Non fummo sempre ben accolti perché in alcuni posti pensavano che fossimo noi a contagiare con il virus Ebola; ma alla fine siamo riusciti sempre a fornire l'assistenza sanitaria e alimentare e, grazie a tutti i volontari che ci hanno aiutato, abbiamo potuto salvare molte vite". E d'ora in poi... La complicata realtà che vivono i bambini in Sierra Leone, ha portato i Salesiani ad avviare il progetto di quello che sarà il "Centro di Cura per i Bambini a Rischio", un vasto complesso di assistenza integrale al servizio di bambini, bambine e giovani traumatizzati. Sono già stati scelti i terreni (25 ettari a 30 chilometri dalla capitale Freetown) e il progetto per l'edificazione. Grazie a questo centro integrale, che ha il sostegno del Governo della Sierra Leone, i missionari Salesiani potranno accogliere nello stesso posto, ma in diversi edifici, bambini rimasti orfani, bambine che hanno subito abusi sessuali, bambini di strada, adolescenti usciti di prigione... "Sarà un spazio olistico, con edifici indipendenti, ognuno con camere da letto per i ragazzi, ma contemporaneamente, per un'attenzione globale alla crescita dell'individuo, avrà campi sportivi, assistenza sanitaria, spazi per i volontari e gli assistenti sociali, cucina, acqua ed energia proprie. Avremo bisogno dell'aiuto di molte persone perché diventi realtà quanto prima, ma questi bambini, e il futuro che hanno davanti, lo meritano" conclude Jorge Crisafulli.
Ebola, la lotta per la sopravvivenza dei bambini
L'impegno dei salesiani per tutelare i minori che hanno perso tutto
