In postazione dal mattino presto, ieri ne abbiamo contati 20. Ognuno nel proprio spazio stabilito. Scarpe da ginnastica taroccate, falso abbigliamento griffato, suppellettili, ma anche arredi e pure un reparto apposito dell’elettronica, insieme a merce di ogni tipo di indubbia provenienza. Banchi sui lenzuoli in terra, sotto gli ombrelloni. A due passi da una megadiscarica che si perde a vista d’occhio in un vasto campionario di materiali. L’ingresso della metro di Ponte Mammolo è presidiato a vista, un altro mondo. Un quadro che non cambia da mesi: quelle bancarelle improbabili sorvegliate dai vu cumprà nigeriani e senegalesi misti ai romeni seduti in pianta stabile a fare affari che vanno a gonfie vele sono la visione con cui si scontrano i romani ogni santo giorno. Perché nella "Capitale della legalità a tratti" la mappa del territorio dell’abusivismo di serie B (niente a che spartire coi falsari delle boutique doc su strada dei Parioli o Vigna Clara) è suddivisa per nazionalità: i rom di varie etnie padroni indiscussi delle appendici dei mercatini del rubato, quelli di cui «Il Tempo» ha raccontato, che tornano dopo gli sgomberi (da piazzale dei Partigiani a via Casilina che ospita i venditori dell’ex mercatino degli stracci di via Carlo Felice all’Esquilino) e gli immigrati meno "ammanicati" - africani, pakistani, marocchini soprattutto - che abbordano le zone periferiche più frequentate mixando falso, roba raccattata dai cassonetti e indumenti la maggior parte delle volte recuperati dai bambini infilati nei box gialli del riciclo dell’usato. «I controlli dei vigili? Si vedono, ma poi è come nulla fosse», dice F.G., residente. Se ne accodano altri e pure i pendolari che fermiamo all’entrata della metro, habituè della vista mozzafiato. Tutto nello spregio delle regole, come nulla fosse. In danno a cittadini e ai tanti operatori commerciali che ogni giorno rispettano le leggi. «Da settimane la loro presenza è aumentata e non di misura, non si riesce a passare: una situazione che sta diventando insostenibile, gli abusivi invadono letteralmente la fermata della metro all’entrata, è un via vai continuo di baratto e vendita illegale. Ci chiediamo molta di quella merce che hanno a disposizione da chi gli viene fornita», sottolinea il coordinatore della Lista Marchini in IV Municipio Giorgio Trabucco.
Dalle false griffe all’elettronica nel suk del metrò
Valentina Conti In postazione dal mattino presto, ieri ne abbiamo contati 20. Ognuno nel proprio spazio stabilito. Scarpe da ginnastica taroccate, falso abbigliamento griffato, suppellettili, ma...
