Editoriale di Capezzone

Trump caprone espiatorio di tutti i peccati? Troppo comodo

A troppe parti (chi per comodità polemica, chi per pigrizia mentale) si tende a leggere ogni evento mondiale attraverso un’unica chiave di lettura: Donald Trump. Elezioni in Brasile? Elezioni in Israele?

Invariabilmente, quello che potremmo chiamare l’Editorialista Unico si presenta in tv o scrive su carta un commento che ha come punto di partenza ed arrivo l’inquilino della Casa Bianca: è colpa sua se un certo evento si verifica, ed è ancora colpa sua se invece un certo risultato non si realizza. Tutto gira - ci si spiega - intorno a Trump.

Ora, nessuno è così ingenuo da sottovalutare il peso del presidente americano e in particolare di un inquilino della Casa Bianca che divide e polarizza, a maggior ragione alla vigilia di un voto americano (la prossima settimana) che potrebbe togliergli in tutto o in parte la maggioranza parlamentare. E tuttavia - sia consentito - c’è qualcosa di superficiale e fazioso nel «trumpizzare» ogni evento.

Se la Francia sta diventando una «ex Francia», travolta dall’immigrazione fuori controllo e dalla mancata integrazione delle seconde generazioni, non è colpa di Trump. Se l’Ue conta sempre meno, azzoppata da lustri di scelte autolesioniste, non è colpa di Trump. Se un intero continente si è autozavorrato tra Green Deal e Patto di stabilità, non è colpa di Trump.

Se da questa parte del mondo ci stiamo chiamando fuori dalla partita dell’intelligenza artificiale, puntando solo a iper-regolararla e a demonizzarla, non è colpa di Trump.

Se le classi dirigenti europee (con la meritoria eccezione di Giorgia Meloni) sono già pronte a un cedimento economico e morale alla nuova egemonia cinese, non è colpa di Trump.

Se troppi (da Parigi a Berlino, e in una lunga stagione anche in Italia, tra il 2011 e il 2022) hanno creduto di poter smontare e rimontare governi prescindendo dagli elettori, attraverso operazioni di «anestesia tecnica», non è colpa di Trump.

Attenzione, dunque. Trump sarà giudicato dagli americani e dalla storia. E anche molti - incluso chi scrive queste righe - che avevano sperato in lui stanno accumulando diversi motivi di delusione e rimpianto.

Ma questo non assolve gli altri. A casa sua, non assolve un Partito Democratico impazzito, tra islamisti, ProPal e estremisti di ogni sorta. A casa nostra, non assolve classi dirigenti Ue screditate, autoreferenziali, scollegate dalla realtà.

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