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Villa Pamphili, chiesto l’ergastolo per Kaufmann: “Lucido, manipolatore e narcisista”

Ergastolo con tre anni di isolamento diurno. È la richiesta avanzata dalla procura di Roma nei confronti di Francis Kaufmann, a processo per il duplice omicidio di Villa Pamphili. Il 47enne, cittadino statunitense, è accusato di aver ucciso la compagna Anastasia Trofimova, 28 anni, e la figlioletta Andromeda, di appena 14 mesi. I corpi senza vita di mamma e figlia vennero trovati, a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, nel parco della Capitale la mattina del 7 giugno 2025.

La ricostruzione del pm

I pm di piazzale Clodio, nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, contestano all’imputato il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla relazione affettiva con la compagna, dalla discendenza in relazione alla bimba e l’occultamento di cadavere. Secondo quanto emerso dagli accertamenti medico-legali, Kaufmann avrebbe ucciso dapprima la compagna e poi, alcuni giorni dopo, la piccola Andromeda. Come emerso dalle autopsie, entrambe morirono per asfissia meccanica da strangolamento.

Durante la requisitoria di oggi, durata due ore, il pm Antonio Verdi ha ricordato il giorno in cui effettuò il suo primo sopralluogo a Villa Pamphili. “Era un sabato qualunque ed io ero di turno. - ha raccontato - Faccio il magistrato da 30 anni, ma quella telefonata che ho ricevuto quel giorno, nessuno vorrebbe ricevere. Anche se abbiamo una corazza, una bambina di nemmeno un anno morta è la più pessimistica delle aspettative. Quando sono arrivato sul posto, ho visto quel corpicino nudo: sembrava una bambola abbandonata. Poi mi si è avvicinato un poliziotto e mi ha detto che c’era anche un’altra donna”.

“Kaufmann freddo, lucido e manipolatore”

Dopo aver ricostruito gli ultimi spostamenti della coppia a Roma, il pubblico ministero ha evidenziato il fatto che per Kaufmann la figlioletta fosse “un fardello, un peso” e quindi, una volta uccisa la compagna, “ha deciso di uccidere anche la bambina”. La difesa del 47enne, rappresentata dall’avvocato Paolo Foti, ha evidenziato presunte difficoltà cognitive e comportamentali dell’assistito, richiamando annotazioni cliniche che segnalerebbero la presenza di un disturbo psicotico. Sulla scorta di queste valutazioni, il legale ha chiesto una nuova perizia psichiatrica sulla capacità di intendere e volere dell’imputato al momento dei fatti. Nei giorni scorsi, la procura ha respinto l’istanza ritenendo che non ci siano elementi sufficienti e oggettivi per procedere con nuovi accertamenti clinici.

Kaufmann è “freddo, lucido, manipolatore e narcisista patologico ma non è incapace di intendere e volere”, ha sottolineato il pm durante la requisitoria. A riprova delle presunte abilità manipolatorie, Verdi ha richiamato l’attenzione su alcuni episodi. Come, ad esempio, quella volta in cui il 47enne venne fermato dai poliziotti mentre si aggirava per le strade di Roma, visibilmente ubriaco, con la figlioletta in braccio. Secondo il pm, sarebbe riuscito a “incartare” anche gli agenti che “se avessero fatto bene il loro lavoro, forse la bambina sarebbe ancora viva”. Pertanto la pubblica accusa ha chiesto l’ergastolo per l’imputato, noto anche con lo pseudonimo di “Rexal Ford”, con la pena accessoria di tre anni di isolamento diurno. La prossima udienza è fissata per il prossimo 5 novembre: prenderà la parola la difesa e poi i giudici si ritireranno in camera di consiglio per la sentenza.

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