Arriva a sentenza il processo per uno dei delitti più atroci della storia recente a Roma e non solo. Mark Samson è stato condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio di Ilaria Sula, la studentessa scomparsa il 25 marzo dello scorso anno a Roma e ritrovata senza vita il 2 aprile successivo all’interno di una valigia in un dirupo di Capranica Prenestina. Lo hanno deciso i giudici del Tribunale della Capitale dopo circa tre ore di camera di consiglio. Nel procedimento con rito immediato l’imputato, reo confesso del delitto, è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla relazione affettiva con la vittima, nonché di occultamento di cadavere.

Il commento della famiglia di Ilaria
Dopo la lettura della sentenza nell’aula bunker di Rebibbia, i genitori di Ilaria hanno commentato la condanna.
«È stata fatta giustizia, ma l’ergastolo vero ce lo abbiamo noi, io e mia moglie. Lui ancora respira, mia figlia non respira più. È un momento importante per la giustizia, io ho sempre avuto fiducia nella giustizia e non sono stato abbandonato», ha detto il padre, Flamur Sula. «Agli amici di Ilaria e in generale ai ragazzi dico di rispettarvi l’uno con l’altro, di parlare con i genitori, non state zitti», ha aggiunto.
La madre, Gezime Sula, visibilmente provata, ha rivolto un appello ai giovani: «Bisogna rispettare le ragazze, bisogna dare loro amore, non violenza». Poco dopo, sorretta dal marito e in lacrime, ha concluso: «Ora lei è in pace». «Penso che adesso mia figlia merita di stare lassù in pace», aveva aggiunto dopo la sentenza.
