Al Quarticciolo lo Stato mette finalmente presidi fissi contro lo spaccio. Dopo mesi di denuncia, appelli e battaglie dei residenti, sostenuti da don Antonio Coluccia e anche dal nostro quotidiano, da ieri agenti della polizia di Stato e carabinieri resteranno sul territorio ogni giorno dalle 7 del mattino a mezzanotte.
Scatta dunque l’operazione “Terzo tempo”. Una decisione importante per il quadrante, in attesa di un ulteriore passo decisivo per blindare completamente l’area “h24”, trasformata ormai da troppo tempo in una delle piazze di spaccio più grandi della Capitale. Il dispositivo di sicurezza è stato assunto dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ed è un primo importante risultato per chi non si è rassegnato a convivere con una criminalità dilagante, ma soprattutto per gli abitanti di un quadrante che da mesi ormai sostengono la battaglia di don Coluccia per tornare a far vivere Roma Est.
Un grido univoco che proviene dal territorio che non si è più accontentato di interventi sporadici, blitz e controlli destinati a esaurirsi con l’allontanamento delle pattuglie con il ritorno, alla spicciolata, degli spacciatori.
«Per spezzare il meccanismo dello spaccio al Quarticciolo serve una presenza riconoscibile, continuativa, capace di ripristinare la sicurezza a chi vive e impedisce che le piazze della droga tornino rapidamente operative», ha più volte ribadito don Antonio Coluccia. Le operazioni, continue, condotte dalle forze dell’ordine nell’ultimo anno hanno colpito le attività illecite, ma il problema fino ad oggi è rimasto, nonostante le iniziative di contrasto portate avanti dal prete anti-spaccio sul territorio. Una tensione esplosa nuovamente all’inizio di ottobre, quando don Antonio Coluccia è stato accerchiato e minacciato durante una delle sue consuete passeggiate serali per la legalità.
«Imploro il presidente Meloni, serve un presidio fisso» era stato l’appello di don Antonio Coluccia alla premier Giorgia Meloni dopo l’ennesima minaccia subita. Che evidentemente lo ha ascoltato. Una richiesta che oggi trova una prima importante risposta.
«Questo è un primo passo, l’obiettivo è però rendere il presidio H24», commenta don Antonio Coluccia, ringraziando il ministro dell’Interno, la procura, il capo della polizia, il comandante dei carabinieri e della guardia di finanza.
«Al Quarticciolo la droga non è una conseguenza, ma è la causa di un sistema criminale - conclude - Occorre prevenzione, presenza costante, anche spirituale. L’obiettivo è trasformare queste ore diurne e serali in una presenza permanente, affiancando ai controlli un percorso di recupero sociale e di riqualificazione del quartiere. Al Quarticciolo la sicurezza deve diventare una certezza, ogni giorno, a ogni ora».
