Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha firmato la lettera con la quale ritira le dimissioni presentate lo scorso 12 ottobre. A comunicarlo in una nota ufficiale è il Campidoglio: il primo cittadino aveva tempo fino alla mezzanotte di domenica primo novembre per consegnare alla presidente d'Aula, Valeria Baglio, la richiesta di ritiro e azzerare così il countdown. La notizia è arrivata all'indomani di un lungo incontro notturno con Orfini, presidente del Pd e commissario romano del partito, in casa del vice sindaco Marco Casi. Intanto nel primo pomeriggio, i 19 consiglieri comunali del Pd, dopo un vertice con Orfini al Nazareno, hanno deciso di rimettere in massa il loro mandato per mandare comunque a casa il primo cittadino. Ho deciso di ritirare le dimissioni presentate lo scorso 12 ottobre — Ignazio Marino (@ignaziomarino) 29 Ottobre 2015 Marino: "Pronto al confronto in Aula" "Ritengo ci sia un luogo sacro per la democrazia che è l'Aula, il Parlamento di un Consiglio comunale. Io sono assolutamente pronto a confrontarmi con la mia maggioranza, a illustrare quanto fatto, le cose positive, gli errori, la visione per il futuro ma quello è il luogo della democrazia" dice il sindaco lasciando il Campidoglio dopo aver ritirato le dimissioni. Poi, annuncia: "Stasera parlerò come è giusto con la presidente Baglio e, oltre ovviamente a consegnarle la lettera con cui ritira le dimissioni, llustrerò la mia intenzione di avere una discussione aperta, franca e trasparente nell'aula Giulio Cesare". Fuori dalla giunta vicesindaco e 7 assessori Il sindaco annuncia il ritiro delle dimissioni, firma la lettera e subito dopo arriva l'annuncio delle dimissioni degli assessori. Prima lasciano il vicesindaco e assessore al Bilancio Marco Causi, poi l'assessore ai Trasporti, Stefano Esposito. Subito dopo Alfonso Sabella, assessore alla Legalità che annuncia: "Da lunedì torno a fare il magistrato". E ancora formalizzano le dimissioni gli assessori Marco Rossi Doria (Istruzione), Luigina Di Liegro (Turismo) e Maurizio Pucci (Lavori pubblici). L'assessore alla Cultura, Giovanna Marinelli e l'assessore al Turismo Luigina di Liegro. A conti fatti, 7 abbandoni sui 12 membri della giunta. Ma anche i consiglieri pronti a gettare la spugna per accelerare la fine dell'avventura del primo cittadino sarebbero già 24: oltre ai 19 consiglieri dem, i due esponenti della lista Marchini (Marchini stesso e Alessandro Onorato), uno di Centro democratico, Cantiani del Pdl, Svetlana Celli (gruppo Misto). Una pattuglia a cui si aggiungerebbe Sveva Belviso, pronta a dimettersi una volta raggiunta quota 25, con la matematica impossibilità del Consiglio comunale a riunirsi. A quel punto Marino verrà dichiarato decaduto.
Marino non si arrende e ritira le dimissioni
Il sindaco non molla e firma la lettera: "Pronto al confronto in Aula". Consiglieri dem dopo il vertice con Orfini: "Via in massa". E la giunta perde i pezzi SFIDA Ignazio vuole l'onore delle armi