Roma Capitale

Marino perde un altro assessore, ma non scioglie il nodo delle dimissioni

Pucci (Lavori Pubblici): "Da lunedì torno al mio lavoro". Orfini convoca il sindaco per un faccia a faccia, ma la situazione non cambia

Ancora 24 ore, almeno. Prosegue il balletto tra il sindaco di Roma Ignazio Marino, il suo partito e l'intera città. In molti si aspettavano che questa mattina, a margine della giunta convocata in Campidoglio, il primo cittadino annunciasse la sua decisione di ritirare le dimissioni. Invece no. Anche se la "fedelissima" di Marino, l'assessore al Patrimonio, Alessandra Cattoi lascia intendere che è solo questione di giorni, forse ore.   "Marino è tentato di ritirare le dimissioni - conferma parlando ai microfoni di Radio 24 - perché da alcuni giorni è stato tentato un dialogo molto complicato con i vertici del Pd, ma non essendoci altre vie di confronto aperte, l'unica che rimane è quella istituzionale di ritirare le dimissioni. Il primo cittadino non pensa di risolvere così una crisi politica, ma vuole parlarne in consiglio comunale. In questo momento il ritiro delle dimissioni è un atto dovuto ed è l'unica strada per avere un confronto e spingere a parlarsi".  "Il sindaco - ricorda - si è presentato dimissionario perché sembrava fosse colpito da un'enorme vicenda giudiziaria legata alle spese di rappresentanza che poi, ha chiarito, Io non nutro speranze che si possa andare avanti in questo clima di grande sfiducia, i consiglieri comunali possono sfiduciare il sindaco ma lo devono dire e spiegare al sindaco e ai cittadini". Poi, al termine della giunta, ribadisce: "Il primo cittadino sta ovviamente riflettendo. Non ne abbiamo parlato in giunta. Nessuno ha fatto domande nè il sindaco ha detto nulla". Insomma, il braccio di ferro prosegue. Proprio per questo in serata il commissario del Pd, Matteo Orfini, ha convocato una riunione a casa del vicesindato Marco Causi. Presenti, oltre a Marino, l'assessore alla Mobilità, Stefano Esposito, quello alla Legalità, Alfonso Sabella, quello al Patrimonio, Alessandra Cattoi e Roberto Tricarico, fedelissimo del primo cittadino. La speranza era che il faccia a faccia potesse risolvere la situazione, ma a quanto si apprende tutto si è risolto in un nulla di fatto. Nel frattempo Ignazio ha perso un altro assessore. Maurizio Pucci, titolare dei Lavori Pubblici, fa infatti sapere che da lunedì lascerà il Campidoglio e tornerà al suo lavoro. Ma poco importa. In questo momento ciò che interessa il sindaco è la posizione dei consiglieri. Tra i 19 del Pd non tutti sarebbero convinti di dimettersi né di votare un'eventuale mozione di sfiducia. Sel, attraverso il segretario romano Paolo Cento, chiede che "Marino riporti la crisi politica del governo di Roma nella sua sede istituzionale e democratica". "Il Pd - aggiunge - riconosca l'Aula Giulio Cesare come la sede naturale di questo confronto dove ognuno esprimerà le proprie legittime posizioni".  Intanto Fratelli d'Italia, come annunciato a Il Tempo dal capogruppo in Campidoglio Fabrizio Ghera, ha presentato la propria mozione di sfiducia. Il sindaco-marziano ha convocato una nuova giunta per domani. Il balletto continua.

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