Allarme abusivismo in vista del Giubileo. La Confesercenti lancia un grido di aiuto alle istituzioni e chiede più controlli agli organi di polizia. Lo spunto è la presentazione alla Camera dei Deputati di un dossier sull'abusivismo che snocciola dati molto più che preoccupanti. In particolare nella Capitale dove la crescita del fenomeno è confermata dal numero dei sequestri effettuati dalle forze dell'ordine a Roma dal 25 settembre al 18 ottobre, pari a 33.202 pezzi contraffatti. Massimo Vivoli, presidente di Confesercenti, è chiaro: «Non appena è stato annunciato il Giubileo abbiamo notato su Internet un' esplosione di attività ricettive irregolari e gli abusivi che vendono merce in strada si sono moltiplicati nelle aree a ridosso di San Pietro». Interessati tutti i percorsi a più alto flusso turistico in prospettiva di quello che avverrà tra un mese e poco più. «La polizia fa quello che può - prosegue Vivoli - ma si tratta di un esercito di persone che si stanno spostando da altre zone per concentrarsi con sempre maggiore frequenza sulle vie che saranno percorse dai pellegrini». La Confesercenti, però, è preoccupata anche da un altro aspetto del problema. Questi ambulanti soprattutto «itineranti» scelgono di aprire un'attività non per il desiderio, reale, di fare impresa, ma per ottenere o rinnovare, il permesso di soggiorno. È solo un’ipotesi per il momento, comunque allarmante. Un dato, su tutti, spiegherebbe il fenomeno: su 192 mila ambulanti iscritti nei registri delle Camere di Commercio italiane ben 100 mila sarebbero irregolari nel senso che, dopo essersi registrati, la loro posizione Iva rimane inattiva, quella dell'Inps non coperta, la dichiarazione dei redditi non viene presentata. In pratica non esistono e dunque, che fine fanno? L'Associazione degli esercenti ha incrociato le informazioni degli archivi Inps con dati in input di provenienza Registro delle imprese e ha scoperto una «zona grigia» che più che essere il risultato di un disordine amministrativo potrebbe nascondere l'ombra della malavita. Sì perché dei 100 mila irregolari il 51% è straniero e potrebbe essere «usato» da criminali che, dietro la promessa di un permesso di soggiorno, aggirerebbero le norme e contribuirebbero ad alimentare il mercato dell'abusivismo commerciale che ad oggi, secondo ultime stime, ha un fatturato di 1,8 miliardi di euro. Il meccanismo, spiegato dal presidente dell'Anva, Maurizio Innocenti, è questo: «Si avvia l'attività di commercio itinerante tramite Scia, con questa comuncazione la nuova impresa ottine la Partita Iva, l'iscrizione al Registro Imprese e anche all'Inps. Tutto questo permette all'imprenditore extracomunitario di ottenere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo». E il gioco è fatto. In Italia si contano 15 abusivi ogni 100 regolari. Confesercenti propone di riformare il registro delle imprese prevedendo la cancellazione dopo un anno delle aziende inattive.
Giubileo, è già boom di abusivi
Confesercenti: moltiplicate le attività illegali nei pressi di San Pietro
