Roma Capitale

Giocolandia e Bimbilandia, licenziate le maestre

Il Comune lascia senza lavoro il personale dei nidi Giocolandia e Bimbilandia, i due asili convenzionati, che operavano da oltre dieci anni sul "Punto verde qualità» di Torraccia e San Basilio in IV...

Il Comune lascia senza lavoro il personale dei nidi Giocolandia e Bimbilandia, i due asili convenzionati, che operavano da oltre dieci anni sul "Punto verde qualità» di Torraccia e San Basilio in IV Municipio, e che accoglievano 250 bambini impiegando circa 50 lavoratrici. A fine aprile il Campidoglio ha comunicato che, per illegittimità della società che gestiva il Punto, gli asili avrebbero cessato l’attività il 31 luglio. «Ci hanno detto che si trattava di un problema tecnico risolvibile entro poco», raccontano alcuni rappresentanti. Dopo le proteste, due incontri ufficiali in Campidoglio a giugno e luglio con gli assessori alla scuola Paolo Masini e alla legalità Alfonso Sabella. Ma il 3 agosto il Comune si è ripreso gli immobili lasciando fuori dipendenti e bimbi, «dirottati su altri nidi della zona con immenso dispiacere dei genitori e delle lavoratrici (licenziate il 10 settembre, ndr)». Si è parlato di un riassorbimento del personale con contratto a termine, ma il bando che doveva uscire ad agosto è stato ritirato e le strutture internalizzate, riaprendo con esiguo personale e solo 7 bambini. Venerdì l’incontro in Commissione trasparenza non è servito. «Nonostante le promesse dell’assessore Sabella, dell’allora assessore Masini e del Presidente del IV municipio Sciascia, i dipendenti resteranno senza lavoro, perché la società che gestiva le strutture ha preso atto, nella sede della Regione Lazio, dell’impossibilità di continuare a lavorare, visto che il IV Municipio ha revocato la convenzione», spiega il capogruppo capitolino di Conservatori e Riformisti Ignazio Cozzoli. «Dopo promesse di fantomatici bandi per assunzioni temporanee delle maestre, il Comune riprende le strutture e le gestisce direttamente il 20 ottobre, condannando definitivamente queste insegnanti alla disoccupazione e i piccoli alla diaspora. Se fossi in uno di questi signori che ha promesso una via d’uscita alle maestre mi vergognerei ad uscire di casa. Come consigliere posso solo dirmi disgustato».

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