Roma Capitale

Marino ai sostenitori: "Dimissioni? Non vi deluderò"

Centinaia di supporter del sindaco in Campidoglio per chiedergli di andare avanti (FOTO) Lui scende in piazza tra i fan e cita Che Guevara: "Noi siamo realisti e vogliamo l’impossibile" PETIZIONE È giallo sulle firme

Sono scesi in 3000 circa, in piazza del Campidoglio, per "assediare" il "loro" sindaco, Ignazio Marino, dimissionario e in rotta con il suo partito, il Pd (FOTO) Questa mattina, dopo il tam tam social partito negli ultimi giorni attraverso Twitter e Facebook, i sostenitori di "Io sto con Marino" e "Marino resisti" si sono ritrovati sotto la statua del Marc'Aurelio con cartelli e fasce tricolori per ribadire il loro messaggio: "Marino ritira le dimissioni". All'inizio silenziosi - mostrando i cartelli e gli striscioni come "Daje più forte", "Renzi fai vedere i tuoi scontrini" o "Dimetteli tutti" - hanno atteso che il primo cittadino scendesse da Palazzo Senatorio. Alle 13, un Marino in pullover li ha accontentanti: sorridente, salutandoli con la mano, si è diretto verso la scalinata che porta all'entrata dell'Aula Giulio Cesare, ha preso il microfono e ha fatto sentire quelle parole che i sostenitori volevano sentire: "Questa piazza mi dà il coraggio e la determinazione di andare avanti". E ancora: "Noi siamo realisti e vogliamo l'impossibile, ve lo prometto la forza di questa piazza sarà nel mio cuore e nel mio cervello nei prossimi giorni e non vi deluderò, non vi deluderò, non vi deluderò".     Voi mi chiedete di ripensarci. Io ci penso e non vi deluderò. Noi siamo realisti, vogliamo l'impossibile. pic.twitter.com/zZATXpfY6P — Ignazio Marino (@ignaziomarino) 25 Ottobre 2015     Marino ha ricordato che il 5 novembre la città si presenterà al processo per Mafia Capitale come parte civile, ha ribadito che le scelte fatte in questi due anni e mezzo sono state "basate sul merito e non sulle tessere di partito" e ha ammesso: "Certamente abbiamo fatto anche degli errori e me ne assumo le responsabilità. Chi ha il dono dell'infallibità?". Poi il bagno di folla, giù dalla scalinata, nella piazza per stringere le mani mentre sulle teste dei manifestanti veniva srotolato un lungo striscione con le firme di tutti coloro che hanno sottoscritto la petizione di charge.com, per rientrare infine dentro palazzo Senatorio non prima di un ultimo saluto alla piazza. Marino rilancia e passa la palla al suo partito con un messaggio chiaro: se me ne vado dovrete essere voi a cacciarmi alla luce del sole.

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