Roma Capitale

Ucciso dal pino, nessun colpevole

Prosciolti dal gup gli otto dirigenti dell’unità ambiente del X Municipio La vittima morta sul colpo era alla guida dello scooter sulla Colombo

Non saranno gli otto dirigenti dell’unità organizzativa ambiente e litorale del X municipio a pagare per la morte del fisioterapista Gianni Danieli, ucciso dalla caduta di un pino sulla Cristoforo Colombo il primo dicembre del 2013. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale, contro il parere della Procura che aveva richiesto in sede di requisitoria altrettanti rinvii a giudizio, ha infatti prosciolto gli otto indagati dalle accuse di omicidio colposo. Un proscioglimento che arriva a quasi due anni esatti dall’incidente: quel giorno, poco prima delle due del pomeriggio, Danieli stava rientrando verso Ostia quando, a causa probabilmente del forte vento e delle precarie condizioni dell’albero, un pino era venuto giù all’altezza di via Malafede, finendo per travolgere lo scooter guidato dall’uomo, morto praticamente sul colpo. Secondo le ricostruzioni dell’accusa, gli otto dirigenti del municipio di Ostia «avevano omesso di compiere le attività di manutenzione e di tutela delle alberate stradali poste sul citato tratto di strada». Durante le indagini infatti era venuto fuori che l’ultimo intervento manutentivo sugli alberi risaliva la 2006 (quando il servizio era curato dal servizio giardini del comune) e che, nonostante in passato, vista la situazione di pericolo, alcune piante erano state rinforzate con cavi d’acciaio, gli stessi cavi «a causa del passare del tempo» si erano spezzati ed erano rimasti «a penzolare sul posto o comunque arrotolati intorno ai cartelloni delle insegne pubblicitarie». Nel settembre del 2013 poi (appena una manciata di mesi prima del crollo dell’albero) era stato un istruttore dei servizi ambientali a protocollare una nota evidenziando la necessità di «urgenti interventi di messa in sicurezza delle alberature stradali in quanto soggette ad eventi atmosferici violenti». Le argomentazioni degli avvocati difensori hanno però convinto il Gup che ha quindi disposto il proscioglimento di tutti e gli otto gli indagati.

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