Dentro la fiera europea dell'innovazione e fuori gli scontri tra studenti e forze dell'ordine. È iniziata così, ieri pomeriggio a Roma, Maker Faire, la manifestazione che riunisce tutti i makers del mondo e che quest'anno ha come sede espositiva l'università La Sapienza. Il bilancio della giornata di inaugurazione, infatti, è di quattro manifestanti (tra i 21 e i 25 anni) arrestati per il reato di resistenza aggravata e un denunciato. Due i feriti tra le forze dell'ordine e alcuni (10 secondo gli organizzatori) tra gli studenti, a seguito di una carica di respingimento partita quando il presidio, riunito davanti all'ateneo, ha tentato di sfondare il cordone degli agenti per entrare all’università. Uno di loro inoltre - già noto per precedenti episodi in altre manifestazioni ed un avviso orale in atto - dovrà rispondere anche per lesioni a pubblico ufficiale. Il presidio a piazzale Aldo Moro, infatti, è nato per contestare la decisione di far pagare un ingresso pari a 2 euro a tutti gli studenti che volessero visitare la fiera dell'innovazione durante la giornata inaugurale. Non solo. Motivo del contendere anche la scelta di sospendere la didattica e le attività di segreteria. Ieri e oggi, infatti, l’università rimarrà chiusa (i dipendenti saranno messi in ferie) e gli studenti e i docenti che vorranno visitare la Maker Faire dovranno pagare un biglietto. Una scelta che ha fatto infuriare un gruppo composta di circa 70 studenti che si sono dati appuntamento davanti l'ingresso principale dell'ateneo «tenuti sotto controllo dalle forze dell’ordine», ha fatto sapere in una nota la Questura dopo gli scontri. «Un gruppo di facinorosi, nonostante i ripetuti bonari tentativi di dissuasione da parte dei funzionari di pubblica sicurezza presenti sul luogo - si legge nel comunicato - hanno tentato di forzare il cordone delle forze dell’ordine che hanno respinto il tentativo. Tutto è stato ripreso dalla videocamere della Polizia scientifica». Immediata la risposta degli studenti che hanno indetto una conferenza stampa a piazzale Aldo Moro, dove sono avvenuti gli scontri, per rivendicare i motivi della protesta, oltre che accusare la polizia e il Rettore de La Sapienza, Eugenio Gaudio, come responsabili di quanto accaduto. «Abbiamo lanciato la campagna "Maker Faire per chi?" contro l'affitto degli spazi pubblici della Sapienza - hanno detto i manifestanti rimasti in piazza dopo l'intervento dei blindati - a noi tutto questo non sta bene perché paghiamo tasse salate e adesso dobbiamo anche pagare il biglietto. Vorremmo sapere gli oltre 400 mila euro di incasso come verranno utilizzati dall'università. Abbiamo chiesto un incontro alla governance dell'ateneo ma ci è stato negato». Sotto accusa anche il Rettore definito il «colpevole delle cariche». E per questo gli studenti si sono dati appuntamento per lunedì alle 13 all'interno della Sapienza dove hanno annunciato una manifestazione di protesta proprio contro Eugenio Gaudio e contro l'operato delle forze dell'ordine. I manifestanti hanno parlato di «schieramento sproporzionato davanti all'università» che a loro dire si sarebbe trasformato in un «attacco violento portato avanti da tre lati». Tra coloro che hanno partecipato alla protesta, inoltre, erano presenti molti «contestatori di professione», che si ritrovano puntualmente in tutte le manifestazioni antagoniste.
Sapienza chiusa per fiera Scontri, feriti e arrestati
Studenti contro il Rettore: due euro per entrare
