Roma Capitale

Giubileo, il Garante: "Niente scioperi per legge"

La richiesta in audizione alle commissioni Affari costituzionali e Lavoro del Senato: "Importante fissare tregua sindacale"

Una "norma pro-Giubileo" per evitare scioperi, da introdurre nel decreto legge 146 sugli scioperi nei beni artistici, emanato dopo la chiusura al pubblico del Colosseo per un'assemblea dei lavoratori. Lo ha invocato Roberto Alesse, presidente della Commissione di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali, nel corso dell'audizione alle commissioni Affari costituzionali e Lavoro del Senato. "Siamo alla vigilia del Giubileo - ha detto Alesse - e, allo stato, non sembra che siano stati raccolti gli appelli lanciati dall'Autorità di garanzia al Governo e alle parti sociali in ordine all'opportunità di dar vita ad un protocollo d'intesa che fissi una tregua sindacale, quanto meno per le giornate più rappresentative, come avvenne in occasione del Giubileo del 2000. Al riguardo, sarebbe necessario prevedere, per legge, il principio che, nel caso dei grandi eventi di rilievo nazionale o internazionale, su segnalazione delle istituzioni interessate, l'Autorità possa estendere l'obbligo di osservare la 'franchigia', periodo durante il quale, come è noto, non è possibile attuare astensioni dal servizio". Sarebbe importante - ha concluso - che già in sede di conversione del decreto legge 146 del 20 settembre 2015, "si provvedesse ad introdurre la norma pro-Giubileo".   Una tregua sindacale Il Garante ha quindi rinnovato l'appello alle parti sociali a siglare un protocollo che fissi una tregua sindacale per l'Anno Santo entro l'8 dicembre. In caso contrario, la proposta è di chiedere a Vaticano e Prefettura l'elenco degli eventi più rilevanti del Giubileo e stabilire di conseguenza in quali occasioni non sono possibili scioperi nei servizi pubblici. Alesse invoca poi un'apposita sanzione per i singoli lavoratori che si astengono dal lavoro per contrastare gli 'scioperi selvaggi'. Secondo il Garante, la sanzione può essere pecunaria, nella forma di sospensione dal servizio e della relativa retribuzione. "Ciò è importante - ha sottolineato - soprattutto quando si verificano 'astensioni spontanee' dei lavoratori, in modo autonomo e senza che vi sia (o che si possa dimostrare) il coinvolgimento, diretto o indiretto, delle organizzazioni sindacali". Secondo Alesse, l'introduzione di una tipizzazione delle sanzioni individuali, con l'obbligo per il datore di lavoro di comminarle", renderebbe "più certa e meno eludibile la possibilità del lavoratore, a seguito di sciopero illegittimo. Non solo, ma sarebbe più difficile, anche per soggetti terzi (i sindacati) spingere i lavoratori a porre in essere forme di protesta selvaggia che, una volta ottenuto il risultato di ledere i diritti dei cittadini utenti, rischiano di non essere adeguatamente sanzionati sul piano disciplinare, data la piena discrezionalità, su ciò, riservata al datore di lavoro". Alesse ha quindi riferito di una brusca impennata degli scioperi nella scuola: l'aumento registrato nel 2015 (da gennaio al 15 settembre scorso) è di oltre il 200%. "Per l'effetto dello scontro su alcuni punti della riforma recentemente approvata dal Parlamento", ha osservato Alesse, vi sono state 52 proclamazioni e 45 azioni di sciopero nazionale effettive, contro le 16 del 2014

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