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Tutti contro Marino, anche il web festeggia la Liberazione

Su Twitter, Facebook e Google un fiume di messaggi negativi, più di 3mila all'ora, ha travolto il primo cittadino tra gaffe, cene a sbafo e tirate d'orecchie papali

Tutti contro Marino, anche il web festeggia la Liberazione

Marino

Ha resistito a tutto, ma alla fine ha ceduto: Ignazio Marino si è dimesso da sindaco di Roma. NEgli ultimi tempi Marino è stato anche protagonista indiscusso sui social dove, secondo un'analisi svolta dal social magazine IlSocialPolitico.it, il primo cittadino avrebbe raggiunto il record di più di 3mila post negativi all'ora. Nello specifico Marino ha cattuarato l'attenzione del popolo degli internauti principalmente su Twitter, Facebook e Google. Di seguito ecco i numeri del web registrati nei momenti più importanti della parabola discendente del sindaco della Capitale.

 

Twitter Dopo che le aperture dei quotidiani online con le possibili dimissioni del sindaco di Roma, l'hashtag #Marino è scattato come una molla al primo posto nella classifica degli argomenti più discussi nella "twittersfera", con una media di circa 3532 messaggi all’ora. Il sentimento della rete è stato nettamente negativo: la parola più ricorrente associata all’hashtag #Marino è stata “dimissioni”. I personaggi politici più popolari su twitter che hanno twettato su #Marino sono stati Alessandro Di Battista (98700 follower) e Maurizio Gasparri (68337). Su Twitter gli hashtag #Marinoimbucato, #marino e #filadelfia hanno spopolato tra il 29 e il 30 settembre diventando virali non solo tra gli utenti di Roma ma anche su quelli di tutto il Paese.

 

 

 

Mi dimetto. Dal lavoro fatto in questi anni passa il futuro di Roma. Una città che abbiamo liberato dal malaffare e dalla corruzione.

Posted by Ignazio Marino on  Giovedì 8 ottobre 2015

 

Facebook Sul social network di Mark Zuckerberg Marino ha provato a difendere la sua reputazione 2.0 pubblicando un video in cui si diceva pronto a restituire al comune i 20mila euro spesi per “rappresentanza”. Il video in questione (213mila visualizzazioni) ha ottenuto un notevole livello di coinvolgimento tra gli utenti di Facebook: 5585 mi piace, 2199 condivisioni e 4093 commenti. Il sentiment della rete si è spaccato in due, tra chi difende il sindaco, invitandolo ad andare avanti e chi invece ha chiesto a gran voce le dimissioni.

 

 

Regalo a Roma i 20mila euro spesi con la carta di credito intestata al sindaco per rappresentanza. Sono spese fatte tutte nell'interesse di Roma, compresi quei 3.540 euro investiti nella cena con il mecenate Usmanov, arrivata alla fine di una serie di incontri che hanno portato nelle casse del Campidoglio 2 milioni di euro. Con questo gesto voglio mettere un punto alle polemiche inutili e surreali degli ultimi giorni, che non fanno bene a Roma. Ora andiamo avanti per il bene della città, pensando alle cose concrete, che davvero cambiano e migliorano la vita delle romane e dei romani.

Posted by Ignazio Marino on Mercoledì 7 ottobre 2015

 

Sempre su Facebook Marino ha postato un video in cui si lamenta della domanda rivolta a Pontefice “per alimentare polemiche”. A parte pochi commenti di sostegno il trend è sostanzialmente negativo. Molti criticano il Sindaco per la gaffe, altri gli chiedono polemicamente di far sapere chi ha pagato il viaggio in America visto che la municipalità di Filadelfia ha smentito di averlo spesati, altri infine colgono l’occasione per lamentarsi dell’assenza del primo cittadino nei giorni in cui il traffico della metro è rimasto paralizzato per via di un crollo di un controsoffitto nella stazione Spagna della linea A.

 

Google Sul motore di ricerca più usato nei giorni caldi in cui Marino è stato al centro dell'attenzione, sono usciti una media di circa 129.000 notizie. A partire dal 28 settembre, giorno in cui le parole del Pontefice sul mancato invito sono diventate virali, le ricerche su Google sono cresciute in maniera esponenziale. Per calcolare il volume di search Google utilizza una scala di misura che va da 1 (minimo) a 100 (massimo). Lunedì scorso si è passati rapidamente dai 3 iniziali (quando la notizia ancora non era stata diffusa) agli 87 delle 13.30, fino ad arrivare ai 100 delle 20.30. Il dato dell'orario è di grande importanza perché si tratta dei momenti in cui normalmente gli italiani guardano il telegiornale. Questo vuol dire che, una volta appresa la notizia del mancato invito del Papa, centinaia di migliaia di utenti si sono collegati su internet per cercare approfondimenti e guardare il video. Le ricerche su Google si sono mantenute su livelli molto alti anche nei giorni in cui è scoppiato il caso delle spese per le cene di rappresentanza. Tutto questo senza contare le centinaia di immagini satiriche create ad hoc che hanno fatto il giro del web come ormai è diventato da tradizione.

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