Roma Capitale

Marino si arrende e rassegna le dimissioni

Lettera ai romani: "Temo ritorno di corruzione e mafia". E avverte: "Ho 20 giorni di tempo per ritirarle" (VIDEO) PD Scaricato da tutti 27 MESI DA SINDACO

Alla fine ha mollato. Dopo ore di pressing da parte dei partiti di maggioranza e la minaccia del voto di sfiducia in Aula Ignazio Marino si è dimesso. "Il Pd è pronto a presentare una mozione di sfiducia sulla quale far convergere il voto delle altre forze politiche in assemblea capitolina se si dimostrasse intenzionato a resistere a oltranza alla richiesta di dimissioni". Così avevano fatto sapere dal partito qualche ora prima dell'annuncio della resa del sindaco. Un'arma finale per disarcionare il primo cittadino alla quale però alla fine non c'è stato bisogno di ricorrere. In trincea, da solo contro tutti dopo il caso delle spese di rappresentanza e gli scontrini contestati, alla fine il primo cittadino si è arreso sventolando bandiera bianca. Dopo un giorno d'assedio e ore convulse in Campidoglio tra il pressing del Pd e l'addio di tre assessori (il vicesindaco con delega al Bilancio Marco Causi, l'assessore al Turismo Luigina Di Liegro, l'assessore ai Trasporti Stefano Esposito) alle 19.30 è arrivata la notizia.     Il messaggio ai romani: "Ho 20 giorni di tempo per ripensarci" Nessuna conferenza stampa, l'ex sindaco comunica la decisione con una lettera indirizzata ai romani. Una lettera in cui  Marino, nel farsi da parte dopo 27 mesi, passa all'attacco. "Tutto il mio impegno ha suscitato una furiosa reazione. Sin dall'inizio c'è stato un lavorio rumoroso nel tentativo di sovvertire il voto democratico dei romani - scrive l'ex sindaco - questo ha avuto spettatori poco attenti anche tra chi questa esperienza avrebbe dovuto sostenerla. Oggi quest'aggressione arriva al suo culmine. Ho tutta l'intenzione di battere questo attacco e sono convinto che Roma debba andare avanti nel suo cambiamento". Le dimissioni possono, per legge, essere ritirare entro 20 giorni, sottolinea Marino: "Non è un'astuzia la mia - assicura - è la ricerca di una verifica seria, se è ancora possibile ricostruire queste condizioni politiche". Marino non nasconde di "nutrire un serio timore che immediatamente tornino a governare le logiche del passato, quelle della speculazione, degli illeciti interessi privati, del consociativismo e del meccanismo corruttivo-mafioso che purtroppo ha toccato anche parti del Pd e che senza di me avrebbe travolto non solo l'intero Partito democratico ma tutto il Campidoglio". Non manca poi nella lettera un riferimento al processo su Mafia Capitale, che prenderà il via il 5 novembre: "Su mia iniziativa - ricorda Marino - il Comune di Roma sarà parte civile in un processo storico".       Mi dimetto. Dal lavoro fatto in questi anni passa il futuro di Roma. Una città che abbiamo liberato dal malaffare e dalla corruzione. Posted by Ignazio Marino on Giovedì 8 ottobre 2015       Spese "istituzionali" sotto la lente della Procura La Procura Altro fronte giudiziario è quello avviato dalla Procura di Roma sulle spese di Marino: il fascicolo è stato "congelato" in attesa degli sviluppi della vicenda politica, e solo a partire dalla prossima settimana entrerà nel vivo l'attività istruttoria con l'acquisizione della documentazione sull'utilizzo della carta di credito e il massimale mensile previsto. L'annunciata restituzione, da parte del sindaco, della carta e dei 20mila euro spesi non avrà alcun effetto sull'inchiesta dei pm, che è ancora senza indagati né ipotesi di reato.     Dal Pd ringraziano Il Pd esprime "apprezzamento per il "gesto di responsabilità con cui Ignazio Marino ha ritenuto di presentare le proprie dimissioni da sindaco di Roma: è una scelta giusta che dimostra la sua volontà di mettere al primo posto l'interesse della città". Il Partito Democratico poi assicura il massimo impegno per continuare ad affrontare i problemi di Roma e per garantire la piena riuscita dell'imminente Giubileo "occasione di rilancio della città cui devono essere dedicate tutta l'attenzione e le energie possibili, mettendosi a disposizione del futuro commissario di Roma".

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