Campioni in erba, ma anche bambini che praticano attività sportive per diletto e disabili, rischiano di restare senza un posto dove praticare lo sport preferito. È quanto sta accadendo nel settimo municipio di Roma quello che dall’Appio si estende fino a Cinecittà. Tutto nasce dall’avviso pubblico per l’affidamento in concessione dei centri sportivi che il municipio ha pubblicato lo scorso luglio (con scadenza il 28 dello stesso mese) e che ha innovato le procedure per l’assegnazione degli spazi dati alle associazioni sportive le palestre scolastiche . Una gara che in nome della massima trasparenza ha introdotto i criteri propri di un appalto con tanto di punteggi assegnati per il progetto proposto (attività sportive o ricreative come il ballo) e per le possibili migliorie apportate alle strutture concesse. Insomma un’autentica gara e non più la semplice procedura che finora il Municipio aveva seguito, l’avviso pubblico per concessione di servizi, che presenta un minore livello di complessità burocratiche. Che però si sono ugualmente presentate in fase di aggiudicazione. Già perché alla fine i requisiti più stringenti imposti ai partecipanti come la sigillatura (non specificata nelle modalità nel bando), non a norma secondo gli esaminatori, ha messo immediatamente fuori gioco 61 associazioni che da oltre 30 anni sono presenti nei quartieri (tra le quali ad esempio la Gymnica 94, la Olimpique Colli Albani, la Appio Roma Pallavolo, e la Asd Torpignattara). Non solo. Ben 43 associazioni anch’esse note e presenti sul territorio da anni sono state esaminate ma il punteggio assegnato non ha superato i 60 punti richiesti per essere ammesse (sull’avviso pubblico del punteggio minimo non vi è traccia). Solo 47 associazioni hanno passato indenni la severità della commissione. Non abbastanza per assegnare tutte le aree e le palestre disponibili. In soldoni risultano non assegnate 15 delle palestre in palio. Con la conseguenza più importante e cioè che centinaia di ragazzi, abituati dopo la scuola a passare ore di svago praticando sport, almeno finora non troveranno più la loro associazione nello stesso posto dove era fino allo scorso anno. Insomma una matassa che si è ingarbugliata, e che a prescindere dalla buone intenzioni del municipio e del Comune, per ora ha fatto una sola vittima: i giovani che in queste attività, spesso a costo bassissimi per le famiglie a costo zero per quelle a basso reddito, hanno finora trovato una valida alternativa al bighellonare nei quartieri. Le associazioni escluse sono sul piede di guerra. I motivi della non ammissione non sono ancora chiari (l’accesso agli atti non è ancora possibile) e sul bando di gara non sono menzionati né i termini per un ricorso né l’autorità alla quale presentarlo. Insomma un pasticcio per il quale non si vede ancora una via d’uscita.
I bimbi dell’Appio restano senza sport
La gara per le concessioni delle palestre lascia fuori le società storiche
