Roma Capitale

Dopo lo sciopero di venerdi in piazza gli studenti

Dopo il venerdì nero dei trasporti, con lo sciopero del tpl e i cortei studenteschi che hanno gettato la città nel caos, si preannuncia un autunno «caldo» per i romani ma anche per il sindaco...

Dopo il venerdì nero dei trasporti, con lo sciopero del tpl e i cortei studenteschi che hanno gettato la città nel caos, si preannuncia un autunno «caldo» per i romani ma anche per il sindaco Ignazio Marino. Venerdì 9 ottobre scendono in piazza gli studenti per la manifestazione nazionale contro la riforma della scuola indetta da Rete delle Conoscenza, Unione degli Studenti, Link Coordinamento Universitario e da Rete degli Studenti. Il corteo a Roma partirà alle 9.30 da piazza della Repubblica. Ma oltre alla manifestazione e ai cortei del 9 ottobre, nei giorni successivi e fino al 17 ottobre sono previste diverse iniziative: lezioni in piazza, occupazioni temporanee, referendum studenteschi si svolgeranno in tutta Italia. Il 19 ottobre a scendere in piazza a Roma saranno i dipendenti dell'Ama, che già a metà settembre avevano protestato in Campidoglio contro la decisione annunciata dal sindaco Marino di affidare la pulizia delle strade in due Municipi ai privati. In vista dello sciopero, i sindacati hanno annunciato una serie di assemblee e iniziative per sensibilizzare i cittadini. La mobilitazione, si legge sul sito della Cgil Funzione Pubblica di Roma e del Lazio, prosegue e si intensifica: fino al 17 ottobre con assemblee nei posti di lavoro, volantinaggi e attività di sensibilizzazione tra i cittadini; il 12 ottobre con una iniziativa pubblica per spiegare perché la città è sporca e avanzare proposte per una Roma pulita. Intanto va avanti la vertenza sul salario accessorio che riguarda i dipendenti capitolini. «In questa fase stiamo dando molta forza alla contrattazione - Claudio Di Berardino, segretario generale Cgil Roma e Lazio - Aspettiamo che i tavoli di confronto vadano fino in fondo e valuteremo nel merito le risposte dell'amministrazione comunale». Se la vertenza non dovesse andare a buon fine, spiega Di Berardino, «valuteremo le forme più opportune per rimettere al centro la qualità e la quantità dei servizi da offrire ai cittadini e la tutela dei diritti dei lavoratori». Quanto ai tempi che si dà il sindacato, Di Berardino risponde: «Mi pare chiaro che il tutto deve essere risolto prima del Giubileo. Credo che sarebbe davvero sbagliato se qualcuno pensasse di determinare una rottura. Mi auguro che dall'amministrazione arrivi una risposta capace di conciliare le esigenze dei lavoratori e quelle dei cittadini; diversamente ci faremo sentire». Sul piede di guerra anche i sindacati dei beni culturali. Il coordinamento nazionale FlpBac, (Federazione Lavoratori Pubblici Beni e Attività Culturali) ha dichiarato lo «stato di agitazione», esprimendo «la volontà di indire una giornata di sciopero e di chiusura degli Istituti del Mibact».

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