Hanno le facce tirate mentre parlottano tra di loro in attesa di entrare nell’aula dove si svolge l’udienza per la convalida del loro arresto. Guardati a vista da carabinieri e polizia sfilano uno per volta davanti al giudice per spiegare come mai, a poche ore dalla partita di Europa League tra la Lazio e il Saint Etienne (squadra di cui sono supporters e che avevano accompagnato nella trasferta romana), sono stati trovati in possesso di un vero e proprio arsenale. Al termine dell’udienza, su richiesta del Pm Gianluca Mazzei, il giudice ha disposto la convalida dell’arresto per tutti i membri del commando, disponendo la custodia in carcere per quattro di loro, mentre nessuna misura cautelare è stata emessa nei confronti della ragazza. Alla sanzione penale poi si è aggiunta anche quella amministrativa con l’emissione, nei confronti di tutto il gruppo di ultras, di un daspo di cinque anni. Dopo la linea morbida seguita alle devastazioni degli ultras del Feyenoord (con i tifosi fermati rispediti in Olanda nelle ore immediatamente successive agli scontri per le via della Capitale) il tribunale usa quindi la mano pesante anche perché, a leggere la lista degli oggetti sequestrati dalla polizia, più che a una trasferta calcistica, i cinque ultras francesi (tutti attorno ai trenta anni, tra loro anche una ragazza) si stavano preparando per entrare in guerra. Bomboni, coltelli, mazze di legno, persino una tanica da dieci litri di benzina per preparare sul posto le molotov. E ancora spray al peperoncino e una serie di biglie di ferro che possono sfondare il casco delle divise delle forze dell’ordine. Gli agenti del commissariato hanno individuato e fermato il gruppo nei dintorni di piazza del Popolo.
Restano in carcere i tifosi del St. Etienne
Vincenzo Imperitura Hanno le facce tirate mentre parlottano tra di loro in attesa di entrare nell’aula dove si svolge l’udienza per la convalida del loro arresto. Guardati a vista da carabinieri e...
