Roma Capitale

«Commando» Ncc contro le «ronde» dei tassisti

La risposta di Anitrav al Tras: dopo le minacce di morte diventiamo sceriffi anche noi

«Commando» Ncc contro le «ronde» dei tassisti. La guerra di Uber trasforma in far west il trasporto pubblico non di linea. A due settimane dall’iniziativa del Tras (Taxi Service di Roma aeroporti e stazioni) contro i tassisti illegali, scendono in campo le imprese di noleggio con conducente di Anitrav, pronte a vestire i panni di «sceriffi» come i «tassisti» che li accusano di lavorare illegalmente da fuori Roma come radio-taxi grazie a Uber, l’app californiana che consente di prenotare un’auto in cambio di una percentuale, senza voucher, e senza tornare in rimessa. «Gireremo con due auto, faremo i turni, indosseremo un fratino e segnaleremo ai vigili le auto illegali» avevano promesso a metà settembre i tassisti di Tras. Gli Ncc restituiscono pan per focaccia. «Se le istituzioni permetteranno alle "ronde" dei tassisti di entrare in azione - annuncia Mauro Ferri, presidente Anitrav - come è accaduto qualche giorno fa quando è stata bloccata un’auto Ncc con a bordo i vertici di Uber, le stesse istituzioni dovranno accettare anche i nostri "commando" a contrasto e tutela dei colleghi Ncc, che operano regolarmente con autorizzazioni rilasciate da Amministrazioni diverse da Roma». Dalle «ronde» alle «aggressioni» il passo è stato «breve» per Anitrav. Il Casus belli - un Ncc pedinato e minacciato di morte, il 18 settembre, tre giorni dopo l’annuncio delle ronde dei tassisti - riguarda il presidente di Anitrav, che rappresenta la categoria di imprese che nella regione conta 6mila famiglie che si dicono «incastrati da regole antiquate che non gli permettono di usare la tecnologia». L’aggressione su cui è stata sporta denuncia al commissariato Trevi Campo Marzio sarebbe avvenuta in pieno giorno, alle 15.30. «Sono stato seguito da un taxi bianco dall’Aventino - ha spiegato ai poliziotti Aloisi cui ha dato anche la targa - e al semaforo di via dei Cerchi il tassista mi ha minacciato così: "Non dovete più lavorare a Roma, abbiamo iniziato a fare le ronde, so chi sei e ti vengo a pizzicare a casa, avete già avuto un morto e tu potresti essere il secondo» il riferimento, spiega Aloisi «all’Ncc morto qualche anno fa dopo l’aggressione». Uritaxi prende le distanze dalle ronde di Tras. «Noi ci dissociamo come metodo - dice Loreno Bittarelli, presidente Uritaxi, 3.500 tassisti romani su 7.800 - questo non vuol dire che siamo felici che i noleggiatori di fuori vengano a lavorare qui ma non possiamo metterci il cinturone e fare gli sceriffi, altrimenti chissa dove finiamo, per far rispettare la legalità ci sono leggi e istituzioni, su questo siamo disposti a qualsiasi battaglia». E Uber? «Gli emendamenti pro Uber sono stati respinti i primi di agosto in commissione X e VI alla Camera - ricorda - e ora in aula ne è rispuntato uno che non passerà» conclude ottimista Bittarelli, fiducioso che le istituzioni «prendano atto della "position paiper", redatta dai nostri legali, che ha indicato i paletti normativi per il corretto servizio di trasporto non di line, taxi ed ncc».

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