È pronta a fare lo sciopero della fame «per poter garantire a mia figlia gli strumenti necessari alla sua sopravvivenza». «Mi incatenerei anche davanti all’ospedale se solo potessi muovermi da casa ma non posso lasciare Amina». A parlare è Rita, la mamma di una giovane donna «alla quale all’età di due anni venne diagnosticato un tumore al cervello e che ora soffre di un danno celebrale. Oggi Amina ha 32 anni, vive quasi in stato vegetativo e ha bisogno di continue cure. Fino ad agosto è riuscita ad alimentarsi grazie ad una sonda gastrodigiunale che però, essendo pediatrica, risulta non più adeguata. Su consiglio del gastroenterologo che ha in cura la ragazza, la sonda è stata sostituata con una più grande. «Ma non è compatibile con il resto dei macchinari» denuncia la mamma Rita, che si è sempre occupata di Amina arrivando a licenziarsi nel 1989 proprio per assistere h24 la figlia. In pratica è inservibile. «Sono entrata nel panico - racconta la donna - è una vita che combatto per la sopravvivenza di mia figlia e questa sonda per lei è vitale. Ho chiamato subito la ditta produttrice che mi ha spiegato che le nuove sonde sono state tutte costruite in quel modo e che era in produzione un adattatore universale che non sarebbe stato pronto prima di dicembre 2016». Ma Amina ha bisogno di alimentarsi subito». La ditta fornitrice, grazie all’intervento di un dirigente di buon cuore, mi ha inviato tre riduttori grazie ai quali ho assicurato, fino ad oggi, la vita di mia figlia». Ma anche questi riduttori ormai sono giunti al termine della loro funzionalità. «Nel frattempo - continua a raccontare la donna - ho avviato tutte le pratiche burocratiche per richiedere alla Asl RmD, di fornirci dei riduttori adeguati ma tra ferie e telefono occupato si è arrivati a metà settembre. Ma la burocrazia impedisce l’ordine prima che pervengano le varie offerte delle ditte. Se non posso più nutrire mia figlia allora non nutrirò nemmeno me stessa». «La mamma di Amina non dovrà aspettare lunedì per avere una risposta dalla Asl Rm D. Già «oggi» - fa sapere la Asl - gli uffici dell’Azienda saranno impegnati a individuare la soluzione immediata per garantire il proseguimento delle cure per la giovane».
Amina e la sonda bluff Rischia la morte per fame
È pronta a fare lo sciopero della fame «per poter garantire a mia figlia gli strumenti necessari alla sua sopravvivenza». «Mi incatenerei anche davanti all’ospedale se solo potessi muovermi da casa...